martedì, maggio 31, 2005
30.05.2005
Darfur: denuncia stupri etnici, arrestato il capo di Medici senza frontiere
di red
Ancora non è chiaro se sia stato solo fermato per un interrogatorio oppure se sia rinchiuso in carcere. Fatto sta che Paul Foreman, un responsabile della ong Medici senza frontiere si trova attualmente nelle mani delle forze di sicurezza del Sudan. Contro il capo di Msf nel paese africano nei giorni scorsi era stato spiccato un mandato di cattura perché colpevole di aver pubblicato un rapporto su centinaia di casi di violenza sessuale nella regione del Darfur. Se riconosciuto colpevole Foreman rischia fino a tre anni di prigione.
A diffondere la notizia è stata la stessa ong che ha una base operativa a Khartoum. Il procuratore generale sudanese ha spiegato all’agenzia di stampa Reuters che il procedimento penale avviato contro la sezione olandese di Msf è in relazione al rapporto “Lo schiacciante peso degli stupri: violenza sessuale nel Darfur”. Pubblicato a marzo, nel dossier sono state raccolte le testimonianze di diversi medici su 500 casi di stupro compiuti in quattro mesi e mezzo nella tribolata regione sudanese. La tesi del procuratore è che il rapporto «è falso». «Abbiamo emesso un mandato di cattura dopo averne parlato con la Commissione per gli aiuti umanitari», ha detto il ministro della Giustizia, Mohamed Farid. La Commissione di cui ha parlato il ministro è un organismo governativo che cura i contatti con le ong e le agenzie internazionali che operano nel paese. Il governo di Khartum aveva negato più volte gli addebiti e chiesto a Foreman una documentazione dettagliata che comprovasse le accuse contenute nel rapporto: «Se non ci forniscono i certificati medici che testimoniano le violenze, li porteremo di fronte a un tribunale e lì dovranno rispondere di falso», ha chiarito Farid aggiungendo che pagando una cauzione l'esponente di Msf sarà rilasciato. Ma in attesa del processo non potrà lasciare il Sudan.
Nel dossier si fa riferimento in particolare alle violenze commesse dalle milizie arabe Janjawid, responsabili di incursioni e attacchi nei villaggi del Darfur e sospettate di essere il braccio armato di Khartoum ma la minoranza islamica che controlla i posti del potere ha sempre negato con forza le denuncie di violenze sessuali, passando spesso a tacitare con la forza chi ne parla.
lunedì, maggio 30, 2005
COSSUTTA: PIU’ LONTANA L’EUROPA POLITICA. OGGI IL PIU’ CONTENTO E’ BUSH
Ufficio Stampa
Roma 30 maggio 2005
Quello francese è un voto molto importante, un voto dalle grandi conseguenze. I sostenitori del no hanno votato per un’Europa più sociale e con più diritti. È un’esigenza giusta, da condividere e da sostenere. Ma con il no della Francia è stata affossata la Costituzione europea. E questo è un male. Chi oggi si rallegra più di tutti è Bush che vede allontanarsi la prospettiva di un’Europa politica e non soltanto economica, di quella Europa che fortemente auspichiamo come contrappeso al dominio unipolare degli Stati Uniti sul mondo intero.
sabato, maggio 28, 2005
| Fabio Fazio: |
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Abbiamo incontrato Fabio Fazio, moderatore della conferenza stampa organizzata da CECOS Italia questa mattina, a Roma, e schierato a favore del Sì ai referendum del 12 e 13 giugno.
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Fabio Fazio, quali sono i motivi che ti hanno portato a schierarti apertamente dalla nostra parte?
La "vostra" parte è la nostra parte. La parte di tutti. La parte dei diritti. La campagna referendaria si sta giocando non per tutelare interessi di qualcuno a danno di qualcun altro, ma molto più semplicemente per salvaguardare la libertà di coscienza.
C'è chi dice che stiamo parlando di una materia troppo complicata. Che su queste cose non si vota, non si dovrebbe andare al referendum. Che ne pensi?
Penso piuttosto che la materia è troppo complicata per essere regolata da una legge restrittiva come la legge 40. La legge 40 non è solo una cattiva legge, ma una legge cattiva, che incide negativamente sulla vita di molte coppie e di molti malati, in modo crudele.
Si sente dire anche che abrogando i punti sostanziali della legge 40 si tornerebbe a una situazione di far west.
Non capisco come mai su questa questione l'intera comunità medica italiana non sia insorta ulteriormente rispetto a quello che già adesso si sta facendo. Voglio dire: si è mai sentito parlare di far west legislativo per i dentisti? Si è mai sentito imporre a un dentista il numero massimo di denti da estrarre?
Cosa pensi di chi al nostro appello al voto risponde con l'invito di andarsene tutti al mare e astenersi?
Penso che non solo si debba andare a votare al referendum, ma si debba condurre una rivoluzione politica seria sulla questione dell'abolizione del quorum. Il quorum non è previsto per le elezioni politiche; perché, invece, una battaglia di diritti come questa rischia di essere compromessa a causa del quorum?
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giovedì, maggio 26, 2005
Comunicato dell’ambasciata della Repubblica di Cuba in Italia
Roma 23 maggio 2005
In base alle norme internazionali ed agli accordi bilaterali, nessun cittadino può entrare nel territorio di un altro Stato senza aver previamente ottenuto un visto, qualunque sia il motivo del viaggio: per turismo, per lavoro, per studio o anche per ragioni di salute. Naturalmente, la Repubblica di Cuba ha un proprio regolamento migratorio assistito dagli strumenti giuridici che il paese si è dato.
Recentemente, gli organi di stampa italiani “Corriere della Sera” e “La Repubblica”, entrambi al corrente dei regolamenti esistenti nel nostro paese concernenti lo svolgimento dell'attività giornalistica da parte di professionisti stranieri, hanno mandato a Cuba dei loro inviati provvisti soltanto di tessera turistica con la deliberata intenzione di violare i suddetti regolamenti, come è stato ampiamente dimostrato dal modo di agire di tali inviati nel territorio nazionale cubano dove, fin dal primo momento, essi hanno svolto attività giornalistica.
Nessuno dei due inviati rimpatriati aveva chiesto il corrispondente visto per l'ingresso nella Repubblica di Cuba. Di conseguenza, le autorità cubane competenti hanno proceduto ad agire in base alle leggi vigenti che regolano l'esercizio dell'attività della stampa estera a Cuba.
Entrambi gli organi di stampa, nel violare le leggi di un altro Stato e in aperta provocazione verso le nostre autorità, hanno con ciò dato dimostrazione di un atteggiamento irresponsabile. Per quanto riguarda il “Corriere della Sera”, il caso è ancora più grave dato che tale quotidiano aveva ricevuto un chiaro segnale secondo cui le autorità cubane non avrebbero permesso l'ingresso nel paese di un inviato che non avesse presentato neanche la richiesta di accredito, come occorso in una precedente occasione, quando un altro giornalista dello stesso organo di stampa era stato reimbarcato.
Il trattamento informativo dato a tali fatti ha scatenato una nuova campagna contro Cuba, facendo intendere all'opinione pubblica che era stato impedito a due giornalisti l'esercizio della loro professione, mentre si è taciuto sui veri motivi che hanno provocato il loro rimpatrio, e cioè la violazione delle leggi del nostro paese.
E' inoltre passato sotto silenzio il comportamento disonesto, manipolatore e poco obiettivo che, come in tante altre occasioni, viene applicato contro Cuba dai mezzi di informazione.
A differenza di quanto sopra segnalato, organi di stampa italiani (tra cui un importante canale televisivo) che, nel rispetto dei regolamenti vigenti, hanno fatto richiesta di inviare un loro gruppo per svolgere attività giornalistica in questo periodo, hanno ottenuto l'autorizzazione ed il relativo visto.
Ciò pone in evidenza chiaramente la nostra disponibilità ad accogliere e a lasciar lavorare ogni professionista che agisca seriamente rispettando le istituzioni e le leggi cubane.
mercoledì, maggio 25, 2005
PMA. L’appello di Gugliemo Epifani, segretario generale Cgil
Roma 24 maggio 2005
Il 12 e 13 giugno i cittadini e le donne italiani saranno chiamati alle urne per esprimersi su quattro quesiti referendari per cancellare alcune parti della legge sulla fecondazione medicalmente assistita, la legge 40, approvata dal Parlamento. Questa legge, ideologica e tipica di uno Stato etico, riporta in campo l’idea di fondo del ruolo dello Stato, il rapporto fra laicità dello Stato e liberà delle persone, il rapporto fra Stato e principi religiosi; questa legge è stata voluta da chi pensa di ridisegnare l’intero ambito della libertà della persona, in particolare la libertà ed i diritti della donna, investendo le coscienze, le scelte individuali, le convinzioni etiche o religiose.
Tutto questo si collega strettamente con compressione di liberà e diritti nel lavoro e nell’accesso ad uno stato sociale inclusivo e di qualità. La Cgil, anche in questa occasione, per storia e per tradizione, sollecita la partecipazione al voto come esercizio di un diritto e di un dovere civile. La nostra Costituzione, che oggi maldestramente si cerca di manomettere anche se – per ora – solo nella seconda parte, include in sé il valore della partecipazione dei cittadini alla vita attiva, democratica, civile e sociale come conquista, come espressione della cittadinanza, come libertà di espressione di un diritto, come valore che fonda l’idea di una società plurale ed aperta. Anche per questi motivi, l’invito alla partecipazione è ancora più forte in questa occasione nella quale si tratta di esprimersi sul merito di una legge che interviene pesantemente nella sfera più intima delle scelte individuali delle donne e della coppia e coinvolge profondamente l’idea stessa di libertà e di autodeterminazione della persona. Non trattandosi però di materie strettamente sindacali o di politiche del lavoro, riteniamo corretto – come Cgil – lasciare libertà di espressione. Questo non limita un impegno pubblico, trasparente e dichiarato, per la partecipazione al voto. Appare sempre più evidente, infatti, che solo gli elettori con il loro voto potranno cambiare la legge sulla fecondazione medicalmente assistita, che la maggioranza di governo non ha nessuna intenzione di modificare, nemmeno nei suoi aspetti più crudeli. Anzi, riconferma anche il giudizio di merito che – come Cgil – abbiamo espresso sulla legge 40, un giudizio negativo, che ribadiamo pienamente. Personalmente voterò SI ai quattro quesiti referendari il 12 e 13 giugno per cancellare alcune parti, le più dannose, della legge sulla fecondazione medicalmente assistita, una legge che trasuda uno spirito punitivo contro le donne, ma anche verso i medici che esercitano con coscienza la loro funzione, crudele verso i portatori di malattie genetiche, contro la ricerca medica e scientifica impedita a trovare cure come il parkinson, l’alzheimer e tante forme tumorali. In queste poche settimane occorre intensificare lo sforzo per informare lavoratrici e cittadini sui reali contenuti delle parti della legge da abrogare, condizione per l’esercizio di un diritto. Il 12 e 13 giugno 4 SI per dare una nuova speranza, per nascere, per guarire per scegliere. 4 SI che rafforzano le nostre battaglie per la salute, per la ricerca, per la libertà e per i diritti. Esercitare liberamente il proprio diritto di voto, anche questa volta, sarà il modo migliore per dare attualità all’impegno civile che ha segnato la nostra storia, le nostre battaglie, il nostro essere soggetto della rappresentanza sociale. Perché come dice una canzone dei tempi andati “Libertà è partecipazione”.
martedì, maggio 24, 2005
lunedì, maggio 23, 2005
Lo so non centra nulla con la politica, ma è imperdibile :-)
A Bologna tuffo negli anni '80 con il Rock'n'Roll Robot Festival
Alberto Camerini, i Righeira, Sigue Sigue Sputnik e la cover band Snakers saranno i protagonisti della prima edizione del "Rock'n'Roll Robot Festival", in programma all'Arena Parco Nord di Bologna, domenica 5 giugno.
Si svolgerà domenica 5 giugno, a Bologna, prima edizione del "Rock’n’Roll Robot Festival", una maratona di musica dagli anni '80. Sul palco l’electronic rock’n’roll della mitica band inglese Sigue Sigue Sputnik, i famosissimi Fratelli Righeira di “Vamos a la playa” e una leggenda del rock alternativo italiano degli anni '80, ovvero il cyberclown Alberto Camerini.
Questo il programma:
SIGUE SIGUE SPUTNIK
FRATELLI RIGHEIRA
ALBERTO CAMERINI
SNAKERS (cover band Depeche Mode, Cure)
prima e dopo i concerti DJ set ANNI 80 a cura di Ramon (bassista di GARBO).
SIGUE SIGUE SPUTNIK
Se Elvis fosse vivo nel 2050 come suonerebbe, in un club extramondo?
Probabilmente come i Sigue Sigue Sputnik....
Sigue Sigue Sputnik (il nome di una gang russa) sono una band di culto che esplose nella seconda metà degli anni 80.
Definiti come un incrocio tra il glam dei T Rex, la dance robotica di Donna Summer, Elvis Presley e Iggy Pop, David Bowie e il synth pop inglese nato davanti ai computer, Sigue Sigue Sputnik, quando esordirono, nel 1986, per volere di Tony Jones (ex Generation X, una delle band seminali di punk inglese), balzarono subito in cima alle classifiche inglesi con il singolo "Love Missile F1-11,". Poi fu la volta dell’album, Flaunt It. Due anni dopo la band diede alle stampe Dress for Excess, con il provocatorio slogan in evidenza in copertina che recitava “questa volta non è musica”.
L’intento era quello di bissare il successo dei Sex Pistols con la formula della “great rock’n’roll swindle” pensata da Malcolm Mc Laren ai suoi tempi.
La band divenne ben presto un gruppo di culto per tutti gli amanti del rock trasgressivo.
Oggi, dopo un decennio e più in cui la band ha continuato a prodursi dischi mettendoli esclusivamente on line sul loro sito (www.sputnikworld.com, dove era possibile comprare “Ultimate collection”, un disco di special extended mixes dei loro primi lavori, “Sci fi Sex Stars”, un album di rarità, “Piratespace”, “Blak Elvis Vs the Kings of Electronic rock and roll” , un disco di cover di Elvis rivistate nello stile della band), il gruppo si è riformato. A maggio 2003 è uscito un nuovo album (Ultra real) che il gruppo ha deciso di portare in giro per il mondo con un tour vero e proprio.
FRATELLI RIGHEIRA
Michael and Johnson Righeira, al secolo Stefano Rota e Stefano Righi, si conoscono alla fine degli anni '70 sui banchi di scuola del Liceo Scientifico "Albert Einstein" di Torino. Nel 1981, stanchi del banale rapporto di amicizia, decidono di diventare fratelli. Nel 1983, ancora giovanissimi,esce il loro primo singolo, "Vamos a la playa". E' un successo di proporzioni galattiche che sarà bissato l'anno successivo con "No tengo dinero". Nel 1985 con " L'estate sta finendo" vincono il "Festivalbar" e il "Disco per l'estate". Nel 1986 partecipano al "Festival di Sanremo" con "Innamoratissimo". Dopo un periodo di pausa lungo dal 1986 al 2001 decidono di tornare ai concerti per riportare ai nostalgici tutto il meglio della musica anni 80, e nello stesso anno esce "Vamos a la Playa", album con alcuni inediti e con diverse versioni di una delle canzoni più conosciute e cantate degli ultimi vent'anni.
ALBERTO CAMERINI
Alberto Camerini nasce artisticamente intorno agli anni 70. Inizia l’attività di chitarrista in sala d’incisione a Milano. Partecipa in questa veste alla realizzazione di parecchi album di artisti italiani affermati tra cui: Anna Identici, Eugenio Finardi, Stormy Six, Ornella Vanoni e molti altri. Parallelamente canta sue canzoni folk nel circuito alternativo della sinistra rivoluzionaria. Erano gli anni '74-'76.
È del 1976 la realizzazione del suo primo LP, "Cenerentola e il Pane Quotidiano" che vince un premio della critica come migliore opera prima. L'anno successivo vede l'uscita del secondo LP," Il Gelato Metropolitano", con la collaborazione di un gruppo di musicisti brasiliani: gli OS Mutantes di S.Paolo.
Nel 1978 esce l’LP "Cosmici Cosmetici".
L’esperienza di mimo porta Alberto a trovare nella dimensione scenica una corrispondenza tra il rock internazionale e la maschera di Arlecchino. Nel 1980, la realizzazione dell’album "Alberto Camerini", che contiene, tra gli altri, brani come "Ska-tenati", "Serenella" e "Sintonizzati con me", che ottengono subito un consistente successo radiofonico accompagnato da memorabili passaggi nelle allora nascenti stazioni televisive private.
Nel 1981 esce " Rudy e Rita" che scala la vetta della classifica dei dischi più venduti. Ottiene il disco d’oro con la canzone Rock n’roll "Robot" e partecipa al Festivalbar classificandosi al terzo posto. Un anno dopo bissa il successo del precedente con l’album"Rockmantico" contenente il popolarissimo"Tanz Bambolina", altro disco d’oro e stesso piazzamento al Festivalbar. Il suo look variopinto lo porta ad essere immortalato su 13 copertine di settimanali. Nel 1983 partecipa ancora al Festivalbar con il singolo "Computer Capriccio" che entra per la terza volta nella top ten. Come negli anni precedenti, Alberto Camerini effettua un’intensa attività concertistica lungo tutto il territorio nazionale in campi sportivi, teatri e feste politiche (ovviamente di sinistra). Nel 1984 partecipa al Festival di Sanremo con la canzone "La Bottega del Caffè" e dopo otto anni ininterrotti di lavoro, una meritata vacanza in Brasile, dove Alberto è nato da genitori italiani e da dove giovanissimo si era trasferito.
L’attesissimo ritorno è nel 1986, con l’album "Angeli in Blue Jeans". Abbandona l’immagine dell’Arlecchino elettronico perché ha raggiunto una maturazione più consapevole, più in sintonia con l’impegno sociale dei primi tre album. Negli anni seguenti, Alberto effettua lunghe tournèe con gruppi musicali del sud. Si iscrive ad una scuola di danza ed in seguito partecipa ,come comparsa, alla realizzazione della Carmen di Bizet al teatro alla Scala. Si iscrive all’università statale di Milano dove frequenta i corsi di filosofia musicale, storia della musica, storia dello spettacolo, storia del teatro francese e letteratura italiana.
Nel 1995 torna in sala d’incisione registra due nuovi album: "Arlecchino Elettronico" che è una raccolta dei suoi maggiori successi ricantati e riarrangiati con sonorità più attuali e "Dove Arriva L’arcobaleno", un album dove troviamo un autore più maturo, più ricercato nel genere e nelle sonorità. Una veste da scoprire per un Alberto Camerini musicalmente migliorato.
Camerini ritorna con un nuovo album nel 2001, "Cyberclown", prodotto dalla sua neonata etichetta indie “316 Records”.
Ma la personalità eclettica di Camerini stupisce ancora, e lo fa con un nuovo album, uscito a marzo 2005, in cui Alberto è accompagnato da una punk-rock band, gli Skidsoplastix. L'album si intitola "Kids Wanna Rock" e si tratta di original punk '77, con una vera rock 'n roll band al fianco, per un disco che lui stesso definisce "party & guitars", tredici pezzi per divertirsi, ridere ed esibirsi.
DOMENICA 5 GIUGNO
@ ARENA PARCO NORD
BOLOGNA
info line; 340 8945549
inizio concerti; h 20.30
ingresso; 10 euro
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martedì, maggio 17, 2005
Sono disoccupato.
Ha pensarci ha quasi il sapore di un ritorno a casa, era un po' che non mi capitava.
Sto cercando di vederci i lati positivi ovviamente, adesempio ora sarà mooooolto più smeplice seguire la dieta che mi sono prefisso, avrò anche molto più tempo per mettere in ordine casa mia e la prossima volta che parlerò dei problemi del lavoro in Italia lofarò con una cognizione di causa tutta nuova.
Oggi dovrei iniziare a portare curriculum in giro, pensavo di partire dalle solite, ed inutili, agenzie interinali.
Sono un po' scazzatello a dirla tutta, anche per le modalità per cui sono divenatto un "giovane" disoccupato.
lunedì, maggio 16, 2005
IPOCRITA!!!!
CUBA
ANTIFASCISTA!
Nell'ottobre del 1922 le Camicie Nere di Benito Mussolini marciavano su Roma. La presa del potere, con il beneplacito de re e dell'alta borghesia, fu il culmine di anni di violenze che continuarono ancora per un ventennio. Giacomo Matteotti, Gastone Sozzi, Michele Della Maggiora, i fratelli Carlo e Nello Rosselli, Antonio Gramsci furono solo alcune delle migliaia di vittime del fascismo.
Da Cuba e dal Messico, si levò indignata la voce di Julio Antonio Mella contro il regime italiano, impegnato in quegli anni a instaurare in Italia un sanguinario regime dittatoriale e a trasformare Cuba nel primo stato fascista dell'America Latina. Mella, al fianco di Tina Modotti, sua compagna, si batté contro Gerardo Machado, il “Mussolini tropicale da operetta”, per i metodi repressivi utilizzati a Cuba contro studenti, operai e contadini, sulla falsariga del fascismo italiano.
Tina, dopo l'assassinio di Mella per mano dei sicari di Machado, continuò la propria battaglia politica al fianco degli sfruttati della terra, in America Latina e in Europa. Erano gli anni della condanna a morte di Sacco e Vanzetti e della lotta di Sandino in Nicaragua.
Cosa accadde a Cuba nel 1933? Perché Machado decise di lasciare il paese? Come finì il tentativo di importare il fascismo a Cuba? Perché gli Stati Uniti scelsero come proprio uomo a Cuba Fulgencio Batista? Queste sono alcune delle domande a cui rispondono in questo lavoro, frutto della ricerca negli archivi italiani, messicani e cubani, Adys Cupull e Froilán González.
Mercoledi 18 maggio 2005 – ore 20.30
PRESENTAZIONE DEL LIBRO
“Julio Antonio Mella e Tina Modotti - CONTRO IL FASCISMO”
presso il Consiglio provinciale di Bologna – Via Zamboni 13
Ne parleremo con:
· Froilán González, autore del libro e storico cubano
· Luca Alessandrini, Presidente dell’ Istituto Storico Parri Emilia-Romagna
L’iniziativa è promossa:
Associazione di solidarietà con Cuba “La Villetta”, Associazione Italia-Cuba provinciale di Bologna, Giovani Comunisti, PDCI di Bologna, PRC gruppo provinciale di Bologna
mercoledì, maggio 11, 2005
Non condivido completamente questo commmento al sindaco di Bologna, ma questo da la misura del clima che si respira qui in questi giorni.
| Cofferati, cronaca di una delusione |
| di Franco Berardi Bifo |
«Se io le dico che Cofferati si candida a essere sindaco di Bologna lei cosa mi risponde?» mi chiese un giornalista quando sollevai la cornetta del telefono, all'incirca due anni fa. E io, con sincero trasporto: «Rispondo che corro a votare Cofferati perché certamente sarà meglio di Guazzaloca». Mi sbagliavo. E' doloroso dirlo, ma un anno dopo le elezioni comunali che dovevano segnare la riscossa in una città che per molte ragioni è considerata un laboratorio del buon governo e dell'innovazione culturale, sono costretto ad ammetterlo: è difficile immaginare un clima peggiore di quello che si è creato in questa città. Un anno fa, forse un po' ingenuamente, ci aspettavamo che la nuova giunta avrebbe dato un segno di rinnovamento e di apertura. Ci aspettavamo una maggiore tolleranza verso gli stranieri, e lo stesso Cofferati, durante la campagna elettorale aveva dichiarato che il Comune avrebbe preso una posizione contro la presenza del Cpt sul territorio comunale bolognese.
Quel che abbiamo visto accadere va in direzione opposta: si sono moltiplicati gli sgomberi degli stranieri senza casa. Donne e bambini rom vengono scaraventati fuori dagli edifici abitati, costruiti abusivamente su terreni che in certi casi sono stati regolarmente comprati, come è accaduto in via Roveretolo.
Si sono intensificate le aggressioni contro gli ambulanti senegalesi che vendono le loro povere mercanzie: il pomeriggio del 25 aprile, alle quattro e mezzo, mentre camminavo in Via Indipendenza, ho visto un ragazzo africano finire sotto un taxi (ambulanze che accorrono, sangue sul selciato). Stava fuggendo con il sacco sulla palla, perché le guardie gli volevano sequestrare un pacchetto di Cd. La folla si accalcava intorno allibita.
Gli unici che plaudono a questa furia legalitaria sono i più egoisti fra i commercianti, che si congratulano con gli sceriffi di Cofferati, e anche i pochi rappresentanti locali della Lega di Bossi che approvano con entusiasmo gli sgomberi brutali di stranieri.
Un anno fa, forse un po' ingenuamente ci aspettavamo che la nuova giunta avrebbe fatto qualcosa per migliorare la condizione di decine di migliaia di studenti che debbono pagare tre, quattrocento euro per un letto. E invece il sindaco ha stabilito che dopo le nove di sera è vietato uscire in strada con un bicchiere contenente birra. Chi vuole bere deve sganciare quattro euro per sedersi in un locale a la page, e le botteghe dei pakistani che vendono birra al prezzo di un euro adesso rischiano di chiudere, mentre gli studenti poveri che potevano comprare la birra dai pakistani possono anche restare a becco asciutto.
Un anno fa ci aspettavamo che la nuova giunta avrebbe rilanciato la cultura cittadina che da almeno un decennio langue in uno stato di necrosi. Finora non è successo nulla, nonostante la presenza di una persona di valore come Angelo Guglielmi all'assessorato. Ma visto che il degrado sembra essere l'ossessione della Giunta c'è da temere che si prepari una campagna contro l'arte degenerata. Infatti in questi giorni si parla della street parade che da qualche anno è diventato un appuntamento annuale della musica, dell'antiproibizionismo e della libertà. Il sindaco ha detto che questa manifestazione è degradante, e il Comune (che negli anni di Guazzaloca guardava con qualche sospetto alla manifestazione ma non l'ha mai ostacolata), sta valutando la possibilità di non dare il permesso per il suo svolgimento.
Per finire un breve cenno alla sensibilità sindacale di questo sindaco che avevamo tanto aspettato: un mio amico, dipendente comunale, iscritto a un partito della sinistra, mi ha detto recentemente: «nel luglio dell'anno scorso, se ci avessero chiesto di fare venti ore di straordinario, per Cofferati le avremmo fatte gratis. Oggi non le facciamo neanche se ce le pagano». La cosa è comprensibile, visto che il nuovo sindaco ex sindacalista si è spinto fino al punto di negare ai dipendenti comunali il rispetto di un accordo contrattuale in cui si concedeva un'integrazione salariale di quattrocento euro all'anno, firmato dai sindacati con Guazzaloca.
Per concludere questa lista voglio citare l'inquietante persecuzione a cui è stato sottoposto Valerio Monteventi, consigliere indipendente eletto nelle liste di Rifondazione.
Qualche mese fa da l'assessore alla casa (ex occupante di case convertito al culto dell'ordine cofferatiano) ha iniziato a far circolare insinuazioni sulla moralità di Monteventi, che in città tutti conoscono bene per il suo impegno quotidiano al servizio dei senza casa e degli emarginati. Quando infine Monteventi ha denunciato la campagna di diffamazione ai suoi danni, e portato le prove della sua nattaccabilità, la campagna si è spenta, i dossier promessi si sono volatilizzati. Ma intanto abbiamo tutti la sensazione che si sia ritornati ai tempi in cui la sinistra eliminava i dissidenti con la delazione e la calunnia., e che il nuovo sindaco non abbia capito niente dello spirito di questa città che, almeno dopo il trauma del 1977, ha imparato a considerare il dialogo e la tolleranza qualcosa cui è pericoloso rinunciare in nome del decisionismo.
Pericoloso, molto pericoloso. E adesso vi spiego perché.
Si è detto in molte occasioni che Bologna può essere un laboratorio, un'anticipazione di quello che accadrà a livello nazionale quando al posto del governo di Mediaset ci sarà il centrosinistra.
Tutti sappiamo che sarà faticoso e doloroso cambiare direzione, dopo cinque anni di governo dei predoni che hanno cartolarizzato buona parte del patrimonio pubblico e devastato l'economia sociale nell'interesse di un gruppo privato. Sappiamo che all'interno del governo di centrosinistra forti saranno le resistenze contro una politica di redistribuzione del reddito. D'altra parte sappiamo che senza un'azione coraggiosa di recupero delle risorse che in questi ultimi anni sono state sottratte alla comunità, nessun cambiamento sarà possibile, a nessun livello. Insomma, il rischio è che, cambiata la coalizione al governo, la situazione continui a precipitare, mentre il conflitto sociale diventa più acuto, l'insoddisfazione si allarga, la situazione si fa tesa.
Nella previsione di uno scenario di questo genere che segnali vengono dal laboratorio Bologna? Il segnale dell'arroganza, della chiusura, del decisionismo unilaterale, della calunnia contro i dissidenti, della repressione contro chi non rispetta l'arcigna legalità dei possidenti e dei benpensanti. Scusate se bestemmio, ma io, se sapevo che a Bologna andava a finire così, preferivo tenermi Guazzaloca.
E allora cerchiamo di capire finché siamo in tempo. Berlusconi & co. hanno depredato la società italiana, hanno messo il bavaglio alla libertà di espressione, hanno portato il paese in una guerra infame. Però ci hanno finora risparmiato (con l'eccezione non irrilevante di Genova e di Bolzaneto) la violenza e il carcere per gli oppositori. A Bologna chi ha la mia età non ha dimenticato il tempo in cui il partito di Cofferati mandò i carri armati contro gli studenti e spinse la magistratura a incarcerare i dissidenti. Perciò la lezione che qualcuno rischia di imparare assistendo a quello che accade a Bologna può essere agghiacciante. Gli potrebbe venire da pensare: quasi quasi mi tengo Berlusconi. |
| 10 maggio 2005 |
lunedì, maggio 09, 2005
In questi giorni sto vivendo la peggiore delle crisi che io abia mai avuto, uno scollamento e una serie di dubbi che mi angosciano e mi soffocano, in un clima di disillusione pesante e gelida.
La mia vita politica di ignorante della stessa, che ci si è avvicinato per passione e senza aver mai letto nulla di Marx o Lenin, sembra diventare una triste rincorsa al posto in cui sedersi.
IO NON VOGLIO QUESTO!
Io sono iscritto ad un partito perchè ci credo, io ci sono dentro perchè i miei modelli sono stati mio nonno e i tanti nonni di questi anni, che non avevano bisogno di grandi parole per essere comunisti, lo erano perchè era giusto esserlo e lo vivevano in ogni loro momento.
IO VOGLIO PROVARE AD ESSERE COSI'
Voglio essere carico di vecchia retorica, voglio che dicano di me che sono un Vetero Comunista, perchè non è un offesa esserlo.
E' offensivo esserlo per comodo, esserlo per ripiego, o ancora peggio non esserlo ma far finta.
E questo non vale solo per il comunismo, essere finti è un delitto, mentire, dire di essere quello che non si è dovrebbe essere punito.
Il millantato credito dovrebbe essere il peggiore dei delitti.
Perchè è un delitto verso di noi prima che verso gli altri.
domenica, maggio 08, 2005
sabato, maggio 07, 2005
06 Mag 2005
Caso Calipari: l'intervento di Armando Cossutta alla Camera
ARMANDO COSSUTTA: INTERVENTO ALLA CAMERA SU CALIPARI
Ufficio Stampa
Roma 5 maggio 2005
Signor Presidente del Consiglio,
lei ci ha esposto le conclusioni alle quali sono pervenute le autorità italiane. Queste conclusioni sono nettamente differenti da quelle esposte dalle autorità americane. Ci sono due versioni clamorosamente opposte. L’opinione pubblica ne esce obiettivamente disorientata.
Un fatto sicuro è che il fuciliere americano Mario Lazano ha ucciso l’alto funzionario italiano, dottor Calipari. Domanda: lo ha ucciso per un tragico errore? o lo ha ucciso perché “doveva” ucciderlo? Non lo sappiamo. Potremmo forse saperlo se i magistrati italiani potessero interrogarlo a fondo. Ma le autorità americane non lo permettono, perché i militari americani non sono processabili da nessuna magistratura del mondo, mai, neanche quando compiono reati tremendi come la strage del Cermis di qualche anno fa; non sono processabili neppure dal Tribunale Internazionale dell’Aja, al quale gli Stati Uniti non hanno mai aderito e non intendono aderire.
Tra Italia e Stati Uniti è insorto un drammatico contrasto, che ha le sue origini nella totale avversione delle autorità americane circa le modalità dell’azione condotta dall’Italia per liberare Giuliana Sgrena, circa la presenza stessa dei servizi segreti italiani e circa la loro iniziativa per la liberazione dei precedenti ostaggi. Domanda: i servizi segreti americani volevano dare un segnale, una sorta di tragico stop al lavoro dei servizi italiani, là – in quei territori e in quelle situazioni – dove loro sono e vogliono essere padroni unici e assoluti? Sono domande lecite e legittime. I comandi americani di questo caso sapevano tutto, ne erano stati informati, e ne erano a conoscenza per conto loro. È credibile che la più potente ed efficiente macchina da guerra del mondo si sia dimenticata di avvertire in tempo la squadra del fuciliere Lazano? Non è credibile. È credibile che la più esperta organizzazione spionistica del mondo, la Cia, si sia dimenticata di schiacciare il clic che avrebbe impedito di mettere in chiaro le moltissime, ostentatissime cancellature e di far leggere a tutto il mondo le parti antitaliane più scabrose del suo rapporto, che diceva di voler tenere nascoste? Non è credibile.
Comunque: Calipari è stato ucciso per un errore fatale? o per una trappola mortale? E di fronte ad una tale tremenda vicenda dovremmo accontentarci di prenderne atto e basta? Come la mettiamo con l’affronto americano? Bush non chiede neanche scusa. Pacche sulle spalle tante, ma fatti zero. È lei che ha scelto il rapporto privilegiato con gli Usa, ed ha abbandonato l’Europa. Ed ora si trova solo, isolato nel mondo. Come intende muoversi? Io non chiedo ovviamente decisioni estreme verso gli Stati Uniti. Ma chiedo dignità, chiedo fine alla sudditanza dell’Italia rispetto al dominio degli Usa. Chiedo concretamente che l’Italia ritiri subito i suoi militari dall’Iraq. Non solo per quello che è successo. Anche per questo. Ma perché è ora di finirla con questa sporca guerra che l’Italia non ha mai voluto, ed in cui non vuole più essere coinvolta né direttamente né indirettamente. O vogliamo aspettare che siano prima gli stessi americani a venire via di lì? da una guerra che il mondo intero ha condannato?
Ora si dice che gli Usa sono andati in Iraq non per il petrolio e per il dominio di quella strategica zona geopolitica, non per cercare e distruggere le armi di sterminio che non esistevano, ma perché hanno il “dovere” di portare la democrazia dove non c’è. Anche con la forza, si dice. Assurdo. La democrazia va difesa ed estesa ma non così. Da ragazzo mi avevano insegnato che la rivoluzione non si esporta sulla punta delle baionette. Adesso mi si vorrebbe insegnare che la democrazia si può esportare sulla punta dei missili. Basta, signori del governo; basta, onorevoli colleghi: noi presenteremo oggi stesso una mozione per chiedere formalmente il ritiro immediato dei nostri soldati.
venerdì, maggio 06, 2005
28 Apr 2005
Una e-mail da inviare
In Italia c'è una nuova legge che impedisce ai bambini di venire al mondo; in Italia c'è una nuova legge che impedisce alle donne di diventare madri; in Italia c'è una nuova legge che impedisce ai nostri scienziati di trovare le cure per i nostri malati e che non permette più di fare ricerca medica, possibile invece nel resto del mondo.
E' la legge 40/2004 sulla fecondazione assistita. Una legge anticostituzionale, antidemocratica, che riporta indietro di decenni il nostro Paese nel settore dello sviluppo medico-scientifico e che lede il diritto di scelta della persona.Con la fecondazione assistita negli ultimi 5 anni sono nati 12 milioni di bambini che altrimenti non sarebbero venuti al mondo. Tra questi ci sono bambini nati da coppie con malattie gravi che, con la nuova legge, non potranno più accedere alle tecniche di fecondazione assistita.
giovedì, maggio 05, 2005
| Margherita Hack |
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«Invito tutti i cittadini, e soprattutto le donne, a ricordare l´appuntamento dei referendum sulla fecondazione assistita, referendum contro una legge iniqua e medievale». Le parole sono dell´astrofisica Margherita Hack, tra le figure più importanti del panorama scientifico italiano e internazionale. La Hack, da pochi giorni consigliere regionale in Lombardia (Pdci), si era già impegnata attivamente nel periodo della raccolta firme a favore dei referendum e torna all´attacco contro la legge 40: «Si tratta di una legge antiscientifica, perché impedisce la ricerca sulle cellule staminali embrionali che potrebbero guarire enormi malattie, e di una legge liberticida, perché incide sulla libertà più intima dei cittadini, in particolare delle donne. Inoltre, non si può imporre la morale cattolica a tutti i credenti e non credenti. Per questo, va assolutamente cancellata».
La Hack commenta, inoltre, lo slittamento dell´appuntamento referendario al 12 giugno, ultima domenica utile per il voto: «Un modo di fare subdolo. È evidente che cercano di non far raggiungere il quorum». E a chi sostiene che bisogna boicottare i referendum perché chiamano la gente comune a esprimersi su materie troppo complicate, l´astrofisica replica duramente: «Ma figuriamoci! È una cosa talmente ovvia, invece. Qui si parla della salute e della libertà di avere figli. Mi pare sia una cosa che tocca la gente da vicino, nel suo intimo, e mi pare che chiunque la possa capire». Infine, un appello a tutti gli uomini e le donne di scienza a sostenere la causa del comitato per il sì ai referendum: «Penso che sia doveroso appoggiare il comitato. Io l´ho fatto fin dall´inizio. È nostro dovere contrastare una legge che va contro la scienza e la libertà».
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Autore: Red. - 08/03/05 |
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martedì, maggio 03, 2005

6 Maggio 2005
Bologna: 6 Maggio 2005 alle ore 20
Cena di autofinanziamento
Presso il PALA NORD sito al Parco Nord di via Stalingrado
Il Comitato Provinciale per il SI invita i cittadini, le organizzazioni, le associazioni che si riconoscono nelle ragioni del SI a partecipare a ad auto organizzarsi anche per gruppi dando loro conferma della loro adesione al Comitato Provinciale, sito in via Saffi n°69, presso ARCI Provinciale, o ai partiti aderenti al comitato ed invita tutti i cittadini a partecipare per concorrere al sostegno della campagna.
Per maggiori informazioni:
Comitato per il SI tel.051/521939
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chi sono
Per rispondere a chi dice che in Italia non ci sono più IO SONO UN COMUNISTA Finalmente una bolognese » |