mercoledì, giugno 30, 2004
Guantanamo, il Pentagono "dribbla" l'AltaCorte con nuovi tribunali speciali
di red

Dopo la sentenza della Corte Suprema americana (che riconosce ai detenuti di Guantanamo pari trattamenti processuali rispetto agli altri detenuti nelle carceri Usa), il Dipartimento della Giustizia ha deciso di modificare le procedure di incriminazione in modo da permettere ai detenuti del super-carcere cubano di ricorrere in appello mentre il Pentagono ha istituito un tribunale speciale per avviare celebrare i primi processi.


Il Dipartimento si è dichiarato «soddisfatto» per la sentenza della Corte Suprema perché, con tale atto, «è stata anche riconosciuta l’autorità del presidente degli Usa come comandante in campo delle Forze Armate, anche per quanto riguarda la detenzione dei combattenti nemici».

Ma la sentenza dell’Alta corte americana apre la strada a una lunga serie di appelli. I legali dei seicento prigionieri (molti accusati di aver collaborato e combattuto con i Talebani in Afghanistan) hanno infatti dichiarato di esser pronti a consegnare una richiesta formale per poter incontrare i propri assistiti, «dopo due anni di buco nero».

«Ci presenteremo di fronte alla corte federale di Washington per ottenere al più presto di incontrare i nostri clienti come primo passo verso la presentazione del ricorso», ha dichiarato Joseph Margulies, che rappresenta due australiani che sono tra i 595 detenuti di Guantanamo. Tutti i prigionieri - tranne tre che sono stati formalmente incriminati dai tribunali speciali militari istituiti da George Bush - sono detenuti nella base americana a Cuba, senza incriminazione e senza assistenza legale.
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martedì, giugno 29, 2004
UNA SPERANZA DI DIRITTO PER GUANTANAMO

C'era una volta un paese che esportava la democrazie, bombardando e uccidendo civili durante i matrimoni, questo paese era guidato da uno strano omino, si idce semi analfabeta che però aveva ben in mente la sua idea di giustizia.
Difatti rinchiudeva i suoi nemici in carceri peggiori dei canli e li li picchiava e li faceva vivere come naimali.
Poi un giorno qualcuno nel paese disse che non era giusto e cercò di dare a quelle persone dei diritti, ma l'omino aveva ancora in mano i codici militari a cui appellarsi per far si che quei diritti non venissero riconosciuti, tuttavia un primo passo era stato fatto

Diritti civili a Guantanamo, Bush sconfitto dalla Corte Suprema
postato da DUCAERCOLE | 18:29 | commenti


venerdì, giugno 25, 2004
Minacce fasciste a Cofferati nel primo giorno da sindaco
di Gianni Cipriani, Gigi Marcucci

BOLOGNA Da ieri Sergio Cofferati è ufficialmente sindaco di Bologna. L’insediamento a Palazzo d’Accursio è avvenuto nel primo pomeriggio, ma è stato coronato da un piccolo giallo e da un messaggio intimidatorio su cui ora indagherà la Digos. Cofferati è arrivato a piedi ed è stato acclamato da alcune centinaia di bolognesi che l’attendevano davanti all’entrata principale di palazzo D’Accursio. Prima di entrare in Comune è però passato da piazza Galilei, in Questura, accompagnato dall’avvocato Giuseppe Giampaolo. In mano aveva una busta gialla di quelle imbottite, con il timbro posta prioritaria. All’uscita non l’aveva più. «Sono stato a modellare il regime di scorta sulle esigenze delle funzioni che ricopro, in modi che non vi posso dire per motivi che potete facilmente capire», ha detto ai cronisti. Alla domanda se smentisse voci inistenti circa minacce ricevute in mattinata, Cofferati ha risposto ermeticamente: «Le deduzioni sono le vostre, capisco che il vostro è un lavoro complicato e difficile, non sono io a doverlo semplificare».


Le minacce comunque c’erano, e solo dopo molte insistenze ambienti vicino al sindaco hanno spiegato che non vengono sopravvalutate: non c’è preoccupazione, ma la prudenza impone di collaborare con le forze dell’ordine. Per questo ieri pomeriggio Cofferati è andato in Questura per consegnare la strana busta ricevuta in mattinata, forse la stessa che aveva tra le mani quando ha attraversato piazza Galileo Galilei. All’interno c’era una polverina e una lettera con frasi offensive e minacce firmate da un fantomatico «gruppo anticomunista Marco Biagi», con esplicito riferimento algiuslavorista assassinato a Bologna il 19 marzo 2002.

La stessa fima, durante la campagna elettorale, era apparsa in calce a una lettera minatoria recapitata a un commerciante del centro che aveva manifestato attenzione e simpatia per Cofferati. «Attento che il legno brucia», avvertiva la lettera, riferendosi evidentemente a oggetti che il commerciante custodisce in negozio. Informato dell’accaduto, il procuratore Enrico Di Nicola ha detto che farà le sue valutazioni solo quando riceverà un rapporto della polizia, affermazione da cui si deduce che al momento non viene attribuita molta importanza al doppio messaggio minatorio.

A spingere Cofferati a non sottovalutare il segnale potrebbe essere stati due fatti che hanno caratterizzato l’ultima fase della campagna elettorale: il nome di Marco Biagi era già comparso nelle dichiarazioni del presidente emerito Francesco Cossiga, che aveva indicato nell’ex segretario della Cgil il mandante morale dell’agguato brigatista. A questo si aggiunga che la bomba esplosa l’8 giugno durante il comizio del presidente di An Gianfranco Fini, subito attribuita a gruppi anarco insurrezionalisti, non è ancora stata rivendicata, cosa che rende la sua paternità quantomeno incerta.

«Il nome di Marco Biagi non può essere strumentalizzato da un sedicente movimento per lanciare minacce nei confronti della persona che i bolognesi hanno voluto eleggere a loro sindaco», hanno dichiarato ieri Assandra Servidori e Giuliano Cazzola, amici di Marco Biagi. «Marco era un sincero democratico, aperto al dialogo e al confronto - hanno aggiunto - . Non era suo stile alzare la voce e minacciare il suo prossimo. È giusto e doveroso ricordarlo per queste sue caratteristiche. Siamo solidali con Sergio Cofferati».
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giovedì, giugno 24, 2004
PAGLIARULO: BERLUSCONI E FINI NON SONO PIU' PADRE E FIGLIO, MA FRATELLI. COME CAINO E ABELE




Ufficio stampa


Roma, 23 giugno 2004








Lo scontro fra Fini e Berlusconi in Consiglio dei Ministri conferma che i nodi irrisolti nel governo in questi anni stanno venendo al pettine. Forza Italia è crollata alle europee. Berlusconi non può più fare il papà dei ministri degli altri partiti, ma tutt'al più il fratello maggiore. Ma, si sa, anche Caino e Abele erano fratelli. E forse l'Abele Fini si sta accorgendo che non conviene più sostenere il Caino Berlusconi. An tiene infatti, ma non sfonda e, rispetto all'Udc, consegue un risultato deludente. Se i ballottaggi dei weekend andranno male per la "Casa delle libertà", è possibile che la crisi interna al governo precipiti e che gli alleati capiscano che prima o poi la caduta dell'immagine di Berlusconi trascini anche tutti i ministri. D'altra parte gli attacchi ai "partititi", le sceneggiate sui brogli elettorali, i comizi ai seggi, gli sms agli italiani non sono il segno torbido di un "cupio dissolvi" da parte del PresDelCons? La verifica di cui si parla da un anno è la strada che sta portando il governo alla crisi. Sarebbe bene nell'interesse del Paese che la crisi ci sia e che si vada ad elezioni anticipate. L'Italia non ne può più di un leader delegittimato e di un governo inetto, inerte e inconcludente.
postato da DUCAERCOLE | 08:53 | commenti


martedì, giugno 22, 2004
ANCORA IN IRAQ

Il governo vuole mantenere, nonostante l'ONU abbia dihciarato che non esistono le condizioni per l'invio dei caschi blu, i nostri militari in IRAQ fino a natale.

Insomma nonostante l'opinione pubblica contraria, nonostante i pareri internazionali e il duro prezzo pagato da forza italia anche sulla scia di questo servilismo, berlusconi vuole continuare a stendersi davanti a bush.

Al solito noi mettremo le nostre bandiere, ma loro continuaeranno a mandarci a morire
postato da DUCAERCOLE | 01:27 | commenti


sabato, giugno 19, 2004
«La prima volta che ho sentito parlare Bondi ho avuto uno shock. Era una riunione di Forza Italia. Arriva Berlusconi proprio mentre Bondi sta parlando, lo guarda e gli dice: “Mi scusi presidente se parlo in sua presenza”».

Vittorio Sgarbi, intervista a l’Unità, 18 giugno
postato da DUCAERCOLE | 18:58 | commenti (1)


mercoledì, giugno 16, 2004
Ancora violenze durante la campagna elettorale.

Anche quest'anno ci sono stati i soliti fascistelli che hanno voluto alzare i toni.
Durante una delle ultime notti di campagna elettorale due ragazzi di SG che stavano facendo attacchinaggio, sono stati malmenati, mentre un nostro compagno del PdCI è stato inseguito.
Insomma il clima, anche se in modi meno ecclatanti, è ancora caldo e la violenza dell'estrema destra continua a venir fuori.
Si pesni solo che negli ultimi mesi, i nostri compagni della FGCI hanno subito spesso minacce e tentativi di aggressione.
Quello che proporrò è un incontro tra i avri gruppi giovanili di sinistra per trovare una maniera pacifica di far cessare tutto questo.
postato da DUCAERCOLE | 15:13 | commenti

15.06.2004
La libertà secondo Bush: vietato ai minori di 17 anni il film di Michael Moore
di red.

La censura «cacciata dalla porta» è rientrata dalla finestra: «Fahrenheit 9/11» negli Usa è stato vietato ai minori di 17 anni non accompagnati, bollato cioè con la classificazione «R». Dopo il tentativo di non farlo uscire nelle sale americane, «sventato» grazie all’intervento di una distribuzione indipendente nata ad hoc e alla spinta propulsiva innescata dalla vittoria della Palma d’oro, il documentario di Michael Moore si trova nuovamente di fronte a un tentativo di «censura». Contro il quale i suoi distributori annunciano battaglia, o meglio «un ricorso d’urgenza» poiché il film anti-Bush è atteso nei cinema Usa il 25 giugno.


Per il presidente della distribuzione Lions Gate Films, Tom Ortenberg, la classificazione «R» imposta dalla Motion Picture Association of America (MPAA), il grande sindacato americano degli industriali del cinema, è «completamente ingiustificata» e per questo avvierà una procedura di «appello urgente».

Del resto basta leggere la motivazione del divieto per capire che dietro alla «R» c’è altro. Si parla di «immagini violente e disturbanti» e che la sua diffusione deve essere limitata «per il suo linguaggio». Come se di violenza e di «linguaggio poco adatto ai ragazzi» non fossero pieni i soliti blockbuster hollywoodiani abitualmente esenti da certi divieti. La preoccupazione evidentemente è un’altra. E la rivela lo stesso Michael Moore commetando il divieto al suo film: «Sfortunatamente è probabile che molti adolescenti che hanno 15 e 16 anni siano chiamati e arruolati per servire in Iraq il loro Paese nei prossimi due anni - ha dichiarato il regista -. Se hanno l'età per essere arruolati e se sono giudicati capaci di combattere e rischiare la loro vita, meritano certamente di essere autorizzati a vedere ciò che accade in quella terra».

«Fahrenheit 9/11», infatti, oltre a puntare il dito sui rapporti d’affari tra i petrolieri Bush e i Bin Laden è, a partire da questo «dettaglio», un potente atto d’accusa contro la guerra in Iraq scatenata ad uso privato dalla famiglia del presidente americano. Lo racconta in modo così chiaro Michael Moore che anche un ragazzino può capirlo. E può capire anche che per quella «guerra privata» ha bisogno di soldati, gli stessi che vengono arruolati tra quei ragazzi il cui futuro altro non può riservare che disoccupazione, violenza ed emarginazione. Lo mostra chiaramente «Fahrenheit 9/11» quando ci porta al seguito dei «reclutatori» dell’esercito nelle periferie degradate delle province più sperdute, nei paesini delle aree più depresse dove la disoccupazione tocca cifre record. Come si può far vedere tutto questo ai giovani americani?

In attesa del buon esito del ricorso presentato contro il divieto dal combattivo distributore del film, Moore, invece, smentisce la notizia dell’altro giorno che annunciava una sua nuova pellicola su Tony Blair: «Un film su Blair? Era tutto uno scherzo», spiega il regista dal suo sito web. «Mi spiace averti spaventato Tony - conclude -. Stavo solo scherzando».
postato da DUCAERCOLE | 14:37 | commenti


martedì, giugno 15, 2004
Bologna è ROSSA!



Ok sono felicissimo, solo non riesco a interpretare il voto negativo dle mio partito alle comunali.



Il PdCI dopo dei buoni risultati alla provincia e alle Europee ha avuto una calo di ocnsenso nelle comunali.



Le mie analisi sono solo due.



1) Semplicemnete al comune vale ancora molto il valore delle persone e i partiti più grandi alla capacità di tirare meglio le fila del loro elettorato.



Cosa che ovviamente va a scapito dei piccoli, in più a Bologna Cofferati ha sicuramente spostato molti dei voti della sinistra sui DS.



2) quello delle Europee e delle provinciali, è un voto di dissenso degli elettori verso la lista "uniti nell'ulivo".



Cmq alla fine sono soddisfatto del risultato ottenuto, peccato solo di non essere in consiglio
postato da DUCAERCOLE | 14:53 | commenti (2)


lunedì, giugno 14, 2004
PROIEZIONI PROVINCIA DI BOLOGNA ORE 15 E 30 sul 5% del campione

65,8% Draghetti Centrosinistra
15,2 Forza Italia Finotti

postato da DUCAERCOLE | 15:27 | commenti

"All'ippodrono ci sono le corse domani"
Questo era il segnale concordato dagli alleati per avvertire i partigiani bolognesi dell'attacco congiunto del 21 aprile, l'attacco della liberazione.
Anche oggi ci sono le corse all'ippodromo.
Grazie a tutti, Bologna ora è nuovamente rossa come i suoi tetti.
postato da DUCAERCOLE | 13:19 | commenti (3)

Siamo al 52 percento del campione e il centrosinistra ha guadagnato moltissimo, anche se ancora il centrodestra è ancora un po' avanti.
Ma il dato più importante è che Forza Italia è scesa al 20%.
Insomma non mi sento di urlare vittoria, cmq sembra che un po' di italiani si siano svegliati.
Ecco vero è che ora sto guardando la TV e parla Bondi che è un onorevole e sulla svegliezza qualche dubbio mi viene purtroppo.
postato da DUCAERCOLE | 02:20 | commenti

Su Tony Blair il prossimo documentario del premio Oscar Michael Moore
di red.

Sarà Tony Blair la prossima “vittima” di Michael Moore. Reduce dai successi di Cannes - dove è stato accolto come una star e ha vinto la Palma d'oro per il documentario «Fahrenheit 9/11» - il famoso regista americano ha rivelato che il seguito del suo documentario sui rapporti tra la famiglia Bush, quella di Osama Bin Laden e i regnanti sauditi avrà come protagonista il premier britannico, appena uscito dalla peggior sconfitta laburista (terzi dopo i liberali) alle elezioni amministrative.


«Per me Blair è più responsabile di Bush di questa guerra», ha detto Moore. «Il motivo è che Blair non è un’idiota. Chi gliel’ha fatto fare si attaccarsi al carro di Bush?». Moore ha poi paragonato la relazione tra il presidente degli Stati Uniti e il premier britannico a quella fra due fratelli, in cui Blair è però quello maggiore.

Il regista si prepara ad assistere alla reazione del pubblico americano a «Fahrenheit 9/11», dopo il successo clamoroso del precedente “Bowling a Colombine”. Secondo gli epserti, la pellicola - che la Disney non ha voluto distribuire a causa dei contenuti polemici nei confronti del presidente George W. Bush - dovrebbe raggiungere incassi pari a oltre 100 milioni di dollari, eguagliando quanto ottenuto da Bowling for Columbine, il precedente documentario di Moore, premiato, lo scorso anno, con l'Oscar. Tra incassi al botteghino - 22 milioni di dollari negli Stati uniti e 40 milioni di dollari nel mondo - vendita di Dvd e diritti televisivi, il film sulla tragedia nella scuola di Denver ha fruttato 120 milioni di dollari: secondo le stime, Fahrenheit 9/11 non dovrebbe raccogliere di meno.

«Fahrenheit 9/11» è un vero e proprio atto d'accusa contro Bush, accusato di aver portato i soldati americani a morire in Iraq per arricchire i suoi amici personali. Dopo aver trovato alcune difficoltà nella distribuzione (dopo il rifiuto della Miramax, appunto), il docu-film arriverà sugli schermi statunitensi il 25 giugno. Il regista ha detto in più occasioni che vorrebbe che gli americani vedessero il film prima delle elezioni presidenziali di novembre; in ogni caso Moore non ha ancora dato il suo appoggio allo “sfidante”, il democratico John Kerry. Se sarà eletto, dice, «terrò d’occhio anche lui».
postato da DUCAERCOLE | 02:11 | commenti


domenica, giugno 13, 2004
Notizia molto poco politica, am ho bisogni di distrarmi e di una mano.
Oggi ho ritrovato una micetta minuscola e malaticcia, ora se riesco a farla mangiare penso che rimmarra con me ho bisogno di un nome mi aiutate?
E' grigia con il pelo lunghissimo, io visto la congiuntivite pensavo a "Crosta".
postato da DUCAERCOLE | 21:01 | commenti (3)


sabato, giugno 12, 2004
Oggi si vota.
Sono un po' in apprensione se devo dire la verità.
Anzi sono MOOOOOOLTO in apprensione, e credo che fino a Lunedì sarà un luuungo week end.
postato da DUCAERCOLE | 12:34 | commenti (2)


mercoledì, giugno 09, 2004
Sono a pezzi, domani se dio, o chi per lui, vuole è l'ultimo giorno di campagna elettorale.
Non so come è andata, non so se vinceremo, non so se avremo qualche eletto.
Tuttavia osno sicuro di aver fattol un discreto lavoro, o almeno un lavoro sincero, senza attacchi inutili e senza slealtà.
postato da DUCAERCOLE | 23:22 | commenti (2)

Quello che è avvenuto in piazza maggiore è un atto che noi Federazione Giovanile Comunisti Italiani condanniamo completamente.

Un atto deplorevole che punta a danneggiare il confronto democratico nella nostra città, non solo crediamo che chi si abbassa a questo tipo di atti sia da considerrae un nemico dei lavoratori e di tutte le persone che si riconoscono negli ideli di pace e democrazia che il nostro partito e tutto il centrosinistra porta avanti.

Siamo convinti che la nostra città sappia rispondere a questi atti con pacatezza e fermezza insieme, ignorando questa spece di strategia della tensione, e portando avanti un confronto civile e rispettoso di tutti.
Juri Guidi
Coordinatore Regionale
FGCI (PdCI)
postato da DUCAERCOLE | 10:47 | commenti (1)


sabato, giugno 05, 2004
qui fuori c'è una bufera
postato da DUCAERCOLE | 18:23 | commenti (2)

IL BUSTO DI LENIN



Non so se sia un bel libro, e a dirla tutta si sente che a scriverlo è una persona giovane, che non ha veramente vissuto resistenza e dopoguerra.

Tuttavia mi sta facendo piacere leggerlo, forse per un senso di nostalgia per cose che non ho conosciuto nemmeno io, forse perchè mi fa piacere sentire che altri in Italia sentono questa stessa nostalgia.

Cmq se vi capita provate a leggerlo, se non altro per passarvi qualche ora rilassata, poi se vi lascia qualche cosa tanto meglio.

Certo una cosa importante nel libro c'è, l'orgoglio per le proprie radici, l'orgoglio e la volontà di non rinnegare valori e storia che hanno contribuito in gran oparte a creare l'Italia.

P.S.

Evvai di retorica :-)
postato da DUCAERCOLE | 18:23 | commenti


mercoledì, giugno 02, 2004
ELEZIONI: BOLOGNA, PDCI PUNTA AL 3% E CONFEREDAZIONE CENTROSINISTRA
I comunisti italiani si presentano alle prossime elezioni amministrative di Bologna con l'obiettivo di raggiungere il 3% dei consensi. Lo ha dichiarato questa mattina in sede di conferenza stampa Rocco Giacomino, segretario regionale del Pdci, avallando la linea programmatica del leader del partito Oliviero Diliberto. Ma, ha spiegato il segretario, il fine da perseguire e' la ''creazione di una confederazione di tutto il centrosinistra, che abbiamo proposto in passato in altre sedi e che per ora non ha trovato l'appoggio di chi ha preferito correre alle Europee con la Lista Prodi''.

E io di mio ci aggiungo che anche io sono in lista quindi emtti mai che nopn sappiate per chi votare, c'è smepre una bella croce sul simbolo e il nome GUIDI difianco che non fanno mai male
postato da DUCAERCOLE | 16:42 | commenti (1)

chi sono

Per rispondere a chi dice che in Italia non ci sono più IO SONO UN COMUNISTA

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