venerdì, maggio 28, 2004
Fahrenheit 9/11

Dopo aver vinto la palma d'oro a Cannes, il film di MIcheal Moore (quello di Bowling for colombine) ha ora anche una distribuzione in Italia e sopratutto in America.
Per chi non lo sapesse, la Disney si era rifiutata di distribuirlo per via dei duri attacchi che il regista fa al presidente Bush nel suo lungometraggio. Cmq in Italia il film uscirà il 27 agosto, mentre in america lo vedranno il 2 luglio. Io aspetto impaziente
mercoledì, maggio 26, 2004
BUSH? NO, GRAZIE! |
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dipartimento Organizzazione
Roma, 26 maggio 2004 |
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In attesa dell'arrivo di Bush a Roma il 4 giugno, presidio permanente del Pdci a piazza Argentina. Inizierà il 1° alle ore 12 con la presenza di Armando Cossutta e andrà avanti fino al 3, quando nel pomeriggio sarà presente Oliviero Diliberto. |
martedì, maggio 25, 2004
25 MAGGIO 2004

Giornata simbolica di protesta contro il Decreto Urbani
Si invitano i visitatori a sospendere le connessioni per la giornata di oggi
domenica, maggio 23, 2004
Quello di oggi rischia di essere un post impopolare, ma chi se ne frega :-) Premetto che la famiglia di Fabrizio Quattrocchi ha tutta la mia solidarietà, sò per esperienza quanto è brutto perdere una persona cara, e perderla in una simile circostanza con tutto il mondo che non ti lascia in pace e te lo ricorda ogni giorno è sicuramente inimmaginabile, tuttavia non credo siano giusti i funerali di stato e spero che il governo non cerchi di trasformare in eroe o simbolo chi eroe non è stato. Quattrocchi era in zona di guerra per lavoro, come guardia del corpo o come soldato privato quetso non ci è dato saperlo, e pertanto conosceva i rischi che si stava prendendo, ma non è questo il punto. Se ci devono essere funerali di stato, allora devono esserci anche per tutte quelle persone che muoiono sul lavoro, per tutti quelli che sono vittime innocenti di assassini diversi, assassini che non finiscono sulla televisione perchè invece che spararti alla nuca si limitano a non garantirti la sicurezza sul tuo posto di lavoro per risparmiare soldi, oppure non ti dicono che il materiale su cui stai lavorando fra dieci anni ti procurerà un cancro. Seguendo il corso del discorso a questo punto non possono che tornare alla mente i tanti soldati che si sono ammalati in seguito alla malainformazio e al disinteresse sull'uranio impoverito. Allora se vogliamo essere equi, facciamoli quetsi funerali di stato a Fabrizio, ma facciamoli anche a tutti i Luca, Tommaso, Francesca, Hamed, Michele, Licia che ogni hanno muiono nei cantieri o nei letti degli ospedali, uccisi da assassini che a volte nemmeno hanno mai vsito.
venerdì, maggio 21, 2004
IRAQ |
Intervista a Vauro in missione umanitaria a Falluja e Baghdad con Emergency |
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Alessandra Valentini
Roma, 20 maggio 2004 |
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Abbiamo contattato telefonicamente Vauro Senesi a Baghdad di ritorno da una missione umanitaria nella città di Falluja, dove - ci ha informato - è immediato il rischio di una epidemia di colera. "Sono con la delegazione di Emergency che è in Iraq anche per cercare di trovare una soluzione positiva alla vicenda dei tre ostaggi italiani. Ma la missione a Falluja - sottolinea Vauro - non ha niente a che vedere con questo perché è la continuazione di un lavoro di solidarietà e di aiuti che Emergency ha messo su in Iraq dal 1995". Che situazione avete trovato in città? A Falluja c'è una situazione di emergenza sotto tutti i punti di vista. Nell'arco di una giornata Awhard, il general manager di Emergency, è riuscito ad organizzare un convoglio di dieci camion di aiuti, principalmente acqua, generi alimentari, coperte. Un altro cargo è andato con generi sanitari e medicinali. In città, definire la situazione allucinante è un eufemismo: una grossa area è ridotta in briciole, le case sventrate dai bombardamenti e dagli scontri violenti durante l'assedio. E' stata rasa al suolo tutta la parte al di qua dell'Eufrate e l'unico ospedale che c'è in città si trova al di là del fiume, collegato da un ponte, che durante l'assedio era stato preso dagli americani che impedivano alle ambulanze, e quindi ai feriti, di attraversarlo e raggiungere l'ospedale. I medici, che abbiamo incontrato e hanno fatto la lista dei medicinali più urgenti, hanno dovuto improvvisare centri di pronto soccorso nelle case private. Il bilancio di questi assedi è drammatico - le fonti sono gli stessi medici - e si parla di più di 700 morti e 1.800 feriti, molti feriti da cecchini. Questi episodi di cecchinaggio hanno riguardato anche le autoambulanze; pare che gli americani sparassero da dietro palme abbattute e da alcuni minareti. Nel novero dei morti si contano 80 bambini, caduti, come le donne, nel primo periodo dell'assedio, quando la popolazione non aveva avuto né il modo né il tempo di evacuare. Evacuare sembra non fosse semplice perché le famiglie in fuga erano considerate obiettivi e quindi esposti al fuoco americano. Gli aiuti delle associazioni umanitarie hanno problemi a passare? Noi siamo arrivati venerdì alla fine dell'ora della preghiera e ci aspettavano, erano stati avvertiti su chi è Emergency, che non ha nulla a che fare con il governo italiano, che non è un'associazione legata in qualsiasi modo alle truppe di occupazione italiane. Nonostante questo c'è stato un momento di forte tensione perché un uomo si è messo a gridare: "Non vogliamo aiuti dal criminale Berlusconi", e ha incitato la folla ad incendiare i camion. La cosa si è risolta bene perché eravamo accompagnati da personalità rispettate conosciute nella città di Falluja. Ma questo la dice lunga sia sul livello di rabbia e di disperazione che la popolazione ha raggiunto, sia sulla possibilità reale di organismi come la Croce rossa, che sono finanziati dalla Farnesina e sono arrivati insieme ai militari, di operare. Secondo le testimonianze degli abitanti, dalla Croce rossa erano arrivate solo due jeep con pochi aiuti che non sono nemmeno entrati in città. Le truppe occupanti lasciano passare i convogli umanitari? Noi siamo passati. Ci sono posti di blocco alla periferia della città. In città, l'unica presenza istituzionale è quella della nuova polizia irachena e i militari iracheni, che vestono ancora le uniformi dell'esercito di Saddam. E' stato proprio uno della nuova polizia irachena che ci ha scortato fino alla moschea e lì è stato sostituito da feddayn armati. Purtroppo ho visto bambini di dodici anni armati di kalaschnicov. Comunque, è il segno che c'è qualcosa di più di buoni rapporti tra la guerriglia e la nuova polizia irachena, almeno a Falluja. A Baghdad qual è la situazione? E' quella di una città dove le persone comuni escono e non hanno nessuna sicurezza di tornare a casa la sera. Il rumore delle esplosioni è un rumore quasi costante. La rabbia e la disperazione crescono di ora in ora e le ultime vicende hanno portato la frustrazione a livelli massimi, mi riferisco all'attacco violentissimo, con carri armati, aerei ed elicotteri, all'ex quartiere di Saddam city, uccidendo tantissimi civili. E la vicenda delle torture? Quanto si è saputo o si sapeva e la popolazione come ha reagito? Le immagini e le notizie delle torture sono giunte anche qua, portando i livelli di esasperazione ad un punto che l'odio, diffuso ed indiscriminato verso qualsiasi occidentale, non è un rischio ma una realtà tangibile. Nelle zone della città dove c'è elettricità, le tv hanno trasmesso quelle immagini, ma molte delle persone di Baghdad erano a conoscenza di questi orrori anche prima che lo fosse l'opinione pubblica mondiale. Sono tantissime le persone passate per il carcere di Abu Grahib: c'è un recinto di filo spinato dove, a 40 gradi e sotto al sole, sono guardati a vista i parenti dei carcerati. Già questo trattamento per i parenti fa capire in quale considerazione siano tenuti diritti umani dei detenuti. Alcuni prigionieri sono stati liberati sotto pagamento di alcuni militari. Le immagini hanno avuto un forte impatto su una dimensione in cui la popolazione già conosceva o aveva provato sulla propria pelle quelle atrocità.
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lunedì, maggio 17, 2004
Ora anche l'Italia ha il suo primo caduto in un'azione di guerra. Forse ora la smetteranno di dire che la nostra è una missione che non ha nulla ache vedere con l'occupazione militare e la guerra vera e prorpia. Adesso il govrno dovrà per forza rendersi conto che simao li come combattenti, per la prima volta nella storia della repubblica l'Italia è scesa in guerra, in una guerra vera, in una guerra di invasione per giunta.
Gli scontri ora per ora di red
Questa la ricostruzione dei combattimenti a Nassiriya in cui si sono avuti feriti, fornita dallo Stato Maggiore della Difesa.
02:00 - Una pattuglia di lagunari è stata fatta segno a fuoco con razzi rpg nel corso di un' attività di ricognizione nei pressi della Cpa. Tre lagunari sono rimasti lievemente feriti da schegge.
08.40 - Un colpo di mortaio, caduto all' interno della base Libeccio, ha procurato una lieve ferite alla mano ad un lagunare.
12.23 - Il convoglio che scortava alla Cpa il governatore della provincia Barbara Contini, è stato attaccato con razzi rpg. Nel corso dell'azione tre carabinieri della Msu sono rimasti lievemente feriti.
13.50 - Tre marò del Reggimento San Marco in servizio presso la Cpa sono stati leggermente feriti dall'esplosione di un colpo di mortaio. I militari, medicati sul posto, continuano il loro servizio.
17.00 - Un colpo di mortaio, caduto all' interno della base Libeccio ha causato il ferimento di tre lagunari del Primo Reggimento Serenissima, di cui uno, il caporale Matteo Vanzan, in maniera grave.
20.50 - Un colpo di mortaio causa il ferimento, lieve, di altri tre carabinieri della Msu intenti alle operazioni di ripiegamento dalla stessa base.
21.34 - Altre cinque esplosioni all’interno del complesso portano alla decisione di abbandonare la Libeccio.
22.52 - Un convoglio formato da 16 mezzi dei carabinieri e da tre blindo centauro dell'esercito diretto alla base Libeccio viene attaccato e tre militari italiani sono rimasti feriti in modo leggero. Affiancati dai gendarmi portoghesi, i carabinieri della Tuscania hanno raccolto i lagunari e si sono ritirati verso il deserto, verso White Horse, la base italiana a 13 km da Nassiriya. I miliziani hanno teso un'imboscata anche al ritorno.
04.47 - Altri 4 soldati feriti in un tentativo di pattugliamento poco lontano da White Horse. Nove iracheni sono stati uccisi e altri 14 feriti, negli scontri sulla via del ritorno alla base, fra carabinieri e miliziani sciiti.
06.20 - In totale, 16 soldati italiani sono rimasti feriti nel corso dell'intera giornata, uno dei quali in gravi condizioni. Lo precisa, con un comunicato, lo Stato Maggiore della Difesa.
Tutti i militari che hanno avuto necessità di cure, sottolinea lo stato maggiore della Difesa, sono stati «prontamente trasferiti presso l'ospedale militare italiano di Tallil dove hanno ricevuto assistenza medica». Tra i militari feriti della Italian joint task force, ancora dieci sono ricoverati presso l'ospedale di Tallil. Il lagunare ferito gravemente nella base Libeccio è stato sottoposto ad intervento chirurgico: le sue condizioni restano gravi e la prognosi è riservata. La famiglia è stata subito informata e viene mantenuta costantemente aggiornata sulle sue condizioni. Per tutti gli altri militari le condizioni non sono preoccupanti.
07.19 - Matteo Vanzan, 23 anni, il caporale del Reggimento Serenissima dell'esercito italiano colpito a Nassiriya muore per le ferite riportate. Il giovane "lagunare" è deceduto alle 4:35, ora ora locale, le 2:35 in Italia. I parenti sono stati avvertiti. «Le condizioni del caporale Vanzan - riferisce una nota del ministero della Difesa - sono apparse subito molto gravi per le profonde ferite riportate. I chirurghi hanno effettuato un lungo intervento al fine di stabilizzare le sue condizioni, ma ogni tentativo è risultato inutile».
Fonte "UNITA' On Line"
mercoledì, maggio 12, 2004
Non so quanti di voi si debbano sorbire la raccolta firme per le elezioni amministrative di quest'anno, cmq vi giuro che è una delle cose più pallose e stressanti che io abbia mai fatto.
venerdì, maggio 07, 2004
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Le favole politicamente scorrette dedicate al Cavaliere d'Iliata dall'autore del "Commissario Montalbano"
Il pelo, non il vizio
di Andrea Camilleri
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In Iliata ci fu un Cavaliere che, in pochi anni, accumulò una fortuna immensa. Un giorno alcuni magistrati cominciarono a interessarsi dei suoi affari. E cominciarono a piovergli addosso accuse di falso, corruzione, concussione, evasione fiscale e altro ancora. Arrivarono le prime sentenze di condanna. Il Cavaliere, attraverso i suoi giornali, le sue televisioni, i suoi deputati (aveva fondato un partito), scatenò una violenta campagna contro i magistrati che indagavano su di lui accusandoli d’esercitare una giustizia di parte. Lui stesso si definì un perseguitato politico.
Tanto fece e tanto disse che molti iliatesi gli credettero.
Poi un giorno (come capita e capiterà a tutti), morì.
Nell’aldilà venne fatto trasìre in una càmmara disadorna. C’era un tavolino malandato darrè il quale, sopra una seggia di paglia, stava assittato un omino trasandato.
«Tu sei il Cavaliere?», spiò l’omino.
«Mi consenta», fece il Cavaliere irritato per quella familiarità. «Mi dica prima di tutto chi è lei».
«Io sono il Giudice Supremo», disse a bassa voce l’omino.
«E io la ricuso!», gridò pronto il Cavaliere che aveva perso tutto il pelo, la carne, le ossa, ma non il vizio. |
sabato, maggio 01, 2004
Le prove del ventennio sono fallite, a quanto pare non c'è stato bisogno di nessun taglio. Ma il messaggio più chiaro è stato il livello di bassezza a cui sta arrivando questo governo.
Cariche sui lavoratori in sciopero, censura preventiva...
Aspettiamoci che Berlusconi ci mandi in ferie.
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chi sono
Per rispondere a chi dice che in Italia non ci sono più IO SONO UN COMUNISTA Finalmente una bolognese » |