giovedì, aprile 29, 2004

CENSURA PREVENTIVA

Il concerto del primo maggio andrà in onda con una differita di 20 minuti, questo per impedire che ci siano dette o fatte cose sconvenienti.
Insomma per metterla chiara, metti mai che a Bisio o a chi per lui venga in mente di sparlare di "QUALCUNO", c'è smepre il tempo di tagliare il tutto per non mandarlo in onda.
BIG BROTHER STILL WATCHING YOU!!!



postato da DUCAERCOLE | 23:46 | commenti


lunedì, aprile 26, 2004

Questo non ha bisogno di commenti bastano i numeri

http://www.iraqbodycount.net/

 

postato da DUCAERCOLE | 23:49 | commenti (2)

MELFI

CARICHE DELLA POLIZIA SUI MANIFESTANTI. DIECI FERITI.

Ufficio stampa

Roma, 26 aprile 2004

 

MELFI: SOLIDARIETA' AI LAVORATORI IN SCIOPERO. LA REPRESSIONE E' L'UNICA RISPOSTA DI QUESTO GOVERNO FORTE CON I DEBOLI E DEBOLE CON I FORTI
Dichiarazione di Oliviero Diliberto, segretario del Partito dei Comunisti Italiani.
Esprimo tutta la solidarietà mia e del mio partito ai lavoratori della Fiat di Melfi rimasti feriti a seguito di una carica della polizia. Da giorni i lavoratori stanno portando avanti una lotta durissima, che pesa sui loro salari già insufficienti per sostenere l'attuale costo della vita. Una lotta ed una protesta giuste ed assolutamente pacifiche.
Quanto accaduto poche ore fa è gravissimo. La polizia ha risposto alla protesta con una vera e propria carica contro i manifestanti. Responsabile e complice dell'accaduto è questo governo che vuole trasformare i problemi dei lavoratori e le loro legittime rivendicazioni in uno scontro con azioni repressive inaccettabili. Quanto è accaduto a Melfi e le misure prese dalle forze dell'ordine destano preoccupazione e sono il segno tangibile di una politica - come quella del governo Berlusconi - che vuole affossare i diritti, le tutele e la dignità dei lavoratori. Un governo forte con i deboli e debole con i forti.

MELFI: IL PDCI A MELFI CON IL SENATORE PAGLIARULO ED IL RESPONSABILE LAVORO TIBALDI. PISANU RIFERISCA IN AULA
Nota della Segretaria nazionale del Pdci.
Una delegazione del Pdci composta da due membri della Segreteria nazionale, il responsabile Lavoro Dino Tibaldi ed il senatore Gianfranco Pagliarulo, si è recata a Melfi per esprimere direttamente ai lavoratori la solidarietà del Pdci ed il totale appoggio alle loro lotte. L'attacco delle forze di polizia è stato assolutamente ingiustificato e volto ad intimidire i lavoratori in sciopero.
Il Pdci inoltre chiede formalmente che il ministro Pisanu venga immediatamente in aula per riferire sui gravi fatti di questa mattina.







postato da DUCAERCOLE | 16:04 | commenti

Si (RI)comincia,
oggi la polizia ha caricato i manifestanti davanti allo stabilimento FIAT di Melfi.
Scontri nelle fabbriche, mentre in tutti gli stabilimenti della FIAT i lavoratori stanno studinado iniziative a sostengno dei compagni di Melfi.
Forse qualcuno dovrebbe iniziare a pensare che il vaso è colmo, e che il governo deve portare soluzioni reali per la nostra situazione economica, senza ricorrere alle ennesime una tantum.

Melfi, la polizia carica i manifestanti
di red.

 Situazione tesa nell'area industriale di Melfi, occupata da sette giorni dai lavoratori che chiedono migliori condizioni di lavoro e un salario maggiore. In tutta l'area vi sono centinaia di agenti di polizia e carabinieri in tenuta antisommossa. Ai blocchi i manifestanti hanno rafforzato la loro presenza. Al blocco principale è presente anche il segretario della Fiom, Gianni Rinaldini, e dirigenti della Cigl della Basilicata.

Polizia e carabinieri stanno cercando di aprire un varco nel blocco principale, per consentire il transito di tre autobus a bordo dei quali vi sono alcune decine di lavoratori che chiedono di entrare in fabbrica. Il vice questore Amalia Di Ruocco è stata ferita alla testa da una pietra lanciata dai manifestanti durante la carica. Almeno due manifestanti hanno avuto un malore e sono stati soccorsi. La situazione è di grandissima tensione, anche se al momento le forze dell'ordine stanno spostando le persone che fanno resistenza passiva. I due autobus con i dipendenti Fiat sono infine entrati nello stabilimento. Dopo la carica, le forze dell'ordine non hanno più usato la forza per far passare i due automezzi. Tra le persone colpite dagli agenti - secondo quanto riferito dai dirigenti della Fiom - vi è anche il coordinatore della segreteria nazionale della Fiom, settore auto, Lello Raffo, che è stato colpito in testa e ad un braccio.

I lavoratori metalmeccanici potrebbero incrociare le braccia mercoledì prossimo a sostegno della lotta degli operai di Melfi. E' questo l'orientamento della segretaria della Fiom Nazionale.








postato da DUCAERCOLE | 10:50 | commenti


venerdì, aprile 23, 2004

Per la maggioranza torturare è lecito, basta non insistere
di Maria Zegarelli

Giovedì alla Camera c’è stato un altro durissimo regolamento di conti nella Cdl. Ha vinto la Lega, facendo votare a sorpresa un - incivile - emendamento alla legge sull’introduzione del reato di tortura nel codice penale in base al quale le violenze o le minacce devono essere «reiterate». Ripetute più volte, altrimenti no, non è tortura. L’emendamento è passato con 201 sì, 176 no e due astensioni, Bobo Craxi del nuovo Psi e Giuseppe Naro dell’Udc. È successo tutto nel giro di pochi minuti, mandando all’aria un lavoro che andava avanti da due anni. Il testo - primi firmatari Piero Ruzzante, Anna Finocchiaro e Luciano Violante, oltre a 100 parlamentari di centro destra - in Commissione Giustizia era stato condiviso da tutti gli schieramenti politici, tranne la Lega. Il Parlamento stava, finalmente, per votare la legge che dava corpo agli impegni presi dall’Italia con la ratifica della Convenzione dell’Onu contro la tortura. Invece adesso si riparte da zero.

Fuori c’è il sole. Dentro il parlamento, invece, il clima è plumbeo. La bagarre scoppia quando il relatore del provvedimento Nino Mormino alza il pollice verde dando indicazioni di voto a tutta la Cdl. L’opposizione insorge. Anna Finocchiaro, responsabile giustizia dei Ds urla verso i banchi della maggioranza «vergogna». Racconta la testimonianza «di una donna del Salvador che venne sottoposta per giorni e giorni a torture fisiche. Lei mi disse che la cosa più grave che le fecero fu una sola minaccia. Fatta una volta sola: le promisero che avrebbero fatto assistere alle torture il figlio di 3 anni e mezzo... Dovreste vergognarvi perché con il voto di oggi mancate di rispetto alle migliaia di persone che ogni giorno vengono torturate». Il presidente di turno, Alfredo Biondi sospende la seduta, mentre il responsabile Giustizia della Margherita, Giuseppe Fanfani, chiede di far tornare in commissione il testo di legge. Il verde Paolo Cento accusa: «Voi state dalla parte dei torturatori. Non potevamo aspettarci di meglio da questi leghisti che esprimono i ministro Castelli che era a Bolzaneto e ha coperto le torture del G8». Volano diversi «fascisti», gridati da Russo Spena, di Rifondazione. Antonio Di Pietro azzarda: «Dietro questo emendamento c’è la volontà di rendere non punibile il comportamento di mafiosi veri...».

La maggioranza rumoreggia e poi esplode il leghista Guido Rossi: «Oggi è stata fatta una grave offesa all’aula che è sovrana». Detta così, proprio da un leghista, sembra quasi comica, la frase. La Lega ci mette in mezzo l’ex ministro Oliviero Diliberto, Cuba, i comunisti e altro ancora. Luciano Dussin butta lì: «La proposta di legge non ha nulla a che vedere con la tortura, è nata per contrastare l’attività investigativa delle forze dell’ordine». Anna Finocchiaro, che è uscita dall’aula, non ci pensa nemmeno a rientrare, perché «non c’è niente da discutere con questi». Dice: «Con questo emendamento prendere un ragazzo o un immigrato, portarlo in caserma e torturarlo per una volta soltanto non è reato».

Un «sorpreso» presidente della commissione Gaetano Pecorella, invece, chiede il rinvio del testo al comitato dei nove. Richiesta accolta. La confusione è al massimo: sia il relatore che Pecorella avevano espresso parere negativo all’emendamento, ma poi in cinque minuti è tutto cambiato. L’esponente di Forza Italia, in affanno, butta giù una spiegazione e peggiora tutto. Fa insorgere anche l’Udc. Dice: «Devo dare atto che la scelta della commissione era esattamente nel senso opposto e cioè di un parere contrario all’emendamento della Lega. Poi c’è stata una decisione politica all’interno della Cdl, che purtroppo è intervenuta secondo me tardivamente, ma di cui non abbiamo potuto non prendere atto perché una coalizione di maggioranza deve avere, o dovrebbe avere, caratteristiche di compattezza...». Il capogruppo dell’Udc Luca Volontè ribatte: «Non c’è stato alcun accordo. Forza Italia non ha parlato di questo con noi, forse l’ha fatto con la Lega. Se questo è l’ennesimo prezzo che qualche luminare della Cdl vuole pagare alla Lega lo paghi, ma noi non cederemo. O si torna al testo originario, concordato sia all’interno della coalizione sia con l’opposizione oppure il nostro sarà un voto contrario». A nome suo e del gruppo che rappresenta promette battaglia. Di più: «Farò scudo con il mio corpo affinché o si tolga l’emendamento della Lega o la legge non trovi il voto favorevole dell’intero parlamento».

In tarda serata arriva un’altra versione dei fatti: c’è stata confusione con un emendamento antecedente a quello in esame, presentato dalla Lega. Così Udc, An e Fi hanno votato a caso. La Lega gongola: «Il nostro emendamento non sconvolge lo spirito della legge, ma determina meglio che cosa si debba intendere per tortura. La minaccia è già sanzionata - sostiene Carolina Lussana - ma perché diventi tortura c’è bisogno di qualcosa di più». Fuori dall’Aula, intanto, cresce la protesta.



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lunedì, aprile 19, 2004

TESTIMONE INCONSAPEVOLE,

GIANRICO CAROFIGLIO

 

 

 

 

 

 

Bello un bel libro, poco altro da dire.

Uno di quei gialli in cui il lato investigativo/legale, passa in secondo piano.
L'avvocato Guido è un belpersongagio, a tutto tondo e ci si affezione aspettnado più la fine della sua storia che la fine del processo.
Se vi capita leggetelo



postato da DUCAERCOLE | 23:59 | commenti (1)


domenica, aprile 18, 2004

Quelli che seguono sono una serie di pezzi tratti dal sito ansa

CASTELLI: IL CONCETTO DI LEGITTIMA DIFESA VA CAMBIATO

''il principio per cui chi si trova in casa propria va considerato aggredito a priori e si possa ritenere legittimamente in pericolo di vita''.

Nel caso di un ladro che si introduce in casa, ha detto Castelli, ''qualsiasi azione deve essere considerata legittima difesa''. Altro principio innovativo che il ministro intende introdurre nel nuovo codice penale e' ''la considerazione dello stato d'animo dell' aggredito''.

Bene fermiamoci u attimo a sopposare queste dichiarazioni.
Seconodo il ministro chiunque compia un atto violento nei riguardi di una persona che si è introdotta in casa nostra, deve avere le attenuanti della legittima difesa.
Il dubbio che mi viene è: MA COME CACCHIO FAI A SAPERE SE QUELLO CHE SI E' INTRODOTTO IN CASA TUA é UN AMLE INTENZIONATO O NO?

Mi spiego, è ovvio che se c'è effrazione o simili il tizio che ti sei trovato nel salotto non è li per venderti un'enciclopedia, ma nel caso che la volontà di furto o di commettere qualche atto violento nei nostri confronti si verifichi solo dopo che il "maleintenzionato" si è introdotto con una scusa in casa come lo si verifica?
SPero che son questa norma non si crei una nuova possibile scusante per una serie di atti violenti o simili.
"Signor giudice l'ambulante che ho fatto mentre diceva di volermi vendere dei calzini, si è appoggiato sulla mensola dell'argenteria, quindi io ho preso la pistola e gli ho sparato perchè voleva derubarmi"
Naturalmente è esagerato come esempio, ma non impossibile







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venerdì, aprile 16, 2004

Dal sito www.serigiocofferati.it


 

"L’uomo che ha ucciso 98 persone è libero"
La reazione di Paolo Bolognesi alla scarcerazione di Valerio Fioravanti

Abbiamo raccolto una dichiarazione di Paolo Bolognesi, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage del 2 Agosto, in seguito alla concessione della libertà vigilata a Valerio Fioravanti, condannato con sentenza definitiva come esecutore materiale della strage alla stazione di Bologna.

“L’uomo che ha ucciso 98 persone è libero. La prima reazione che abbiamo avuto è di sconcerto. Una tragedia capitata 24 anni fa è ancora estremamente viva. La liberazione di Fioravanti dà il senso dell’impunità di queste persone che hanno avuto un trattamento speciale in questi anni.
Tra i 98 morti della strage di Bologna c’erano molti servitori dello Stato ma lo Stato se ne è dimenticato, proteggendo invece persone che hanno servito “l’antistato”.
Viviamo in uno Paese in cui la vittima non è tenuta in considerazione, nonostante le molteplici dichiarazioni di intenti. Attraversiamo un momento in cui tutte le persone che hanno una vetrina politica si sciacquano la bocca con frasi del tipo “contro il terrorismo”. In realtà in questi anni abbiamo assistito a un ipergarantismo e a nessuna tutela per la vittime. Nonostante l’Italia abbia vissuto momenti terribili, dagli anni di piombo ai fatti più recenti, una vera battaglia contro il terrorismo non si è mai fatta. Allo Stato non è mai interessato arrivare alla verità, e la verità completa non è mai stata scoperta, perché bisogna salvaguardare i mandanti, gli ispiratori politici degli attentati e delle stragi.
La liberazione di Fioravanti è solo la ciliegina sulla torta.
In questo momento pre-elettorale mi piacerebbe sentire i politici prendere impegni ben precisi nei confronti delle vittime, da mantenere anche dopo.
Dal canto nostro noi faremo in modo di mantenere sempre alta l’attenzione sul tema con dichiarazioni e interviste, faremo in modo di dire sempre la nostra opinione e fare sentire la nostra voce”.










postato da DUCAERCOLE | 01:45 | commenti (3)

COME MUORE UN ITALIANO?

COME MUORE UN AMERICANO?

COME MUORE UN UN IRACHENO?

COME MUORE UN GIAPPONESE?

COME MUORE UNA PERSONA,INDIPENDENTEMENTE DALLA SUA NAZIONALITA'?

MUORE...

postato da DUCAERCOLE | 01:44 | commenti


giovedì, aprile 15, 2004

 

 

 

 

E' vero che il protagonista è Don CAmillo, è vero che Guareschi aveva le sue idee così come Cervi, che nonostante tutto si trovò ad incarnare un comunista.
E' vero che Peppone in Russia ha paura come tutti gli altri.

Ma qunato sono belli sti film? Li ho sempre adorati.

Ora se volete offendetemi oppure, se preferite, accendete la tve riguardateveli.


postato da DUCAERCOLE | 23:25 | commenti (2)

 

 

 

 

 

 

 

 

postato da DUCAERCOLE | 15:51 | commenti


mercoledì, aprile 14, 2004

Quello che segue è il comunicato che il coordinatore cittadino del PdCI di Boloogna ha diramato in merito alla scarcerazione di Fioravanti, un atto che, aggiungo io, va a contestualizzarsi nell'ottica fascista di questo governo, che scarcera un uomo condannato per strage e omicidio, ma si rifiuta di graziare Sofri

FIORAVANTI LIBERATO? UN ATTO CHE OFFENDE LA CITTA'.

Sono 24 anni che Bologna aspetta la verità sulla strage fascista alla Stazione di Bologna. La città ha sete di verità. Bolognesi ha ragione, la libertà a Fioravanti è un'offesa al diritto.
In tal modo gli esecutori vengono lasciati in libertà quando non si è fatta ancora piena luce sui mandanti della strage.
Fioravanti, assieme alla Mambro, sono stati condannati a 6 ergastoli per strage e per altri 13 omicidi.
Il Ministro Castelli, noto per la volontà di concedere la grazia ai due terroristi spacciandolo per un atto di "pacificazione", si sentirà molto soddisfatto.
L'unica pacificazione possibile sta nella verità che ancora una volta si vuole nascondere ai cittadini bolognesi e a tutto il Paese.








postato da DUCAERCOLE | 16:36 | commenti

Compagno cittadino fratello partigiano 
teniamoci per mano in questi giorni tristi 
di nuovo a Reggio Emilia di nuovo là in Sicilia 
son morti dei compagni per colpa dei fascisti 
di nuovo come un tempo sopra l’Italia intera 
urla il vento e soffia la bufera 

A diciannove anni è morto Ovidio Franchi 
per quelli che son stanchi o sono ancora incerti 
Lauro Farioli è morto per riparare il torto 
di chi si è già scordato di Duccio Galimberti 
son morti sui vent’anni per il nostro domani 
son morti come vecchi partigiani 

Marino Serri è morto, è morto Afro Tondelli 
ma gli occhi dei fratelli si son tenuti asciutti 
compagni sia ben chiaro che questo sangue amaro 
versato a Reggio Emilia è sangue di noi tutti 
sangue del nostro sangue nervi dei nostri nervi 
come fu quello dei fratelli Cervi 

Il solo vero amico che abbiamo al fianco adesso 
è sempre quello stesso che fu con noi in montagna 
ed il nemico attuale è sempre ancora eguale 
a quel che combattemmo sui nostri monti e in Spagna 
uguale è la canzone che abbiamo da cantare 
scarpe rotte eppur bisogna andare 

Compagno Ovidio Franchi, compagno Afro Tondelli 
e voi Marino Serri, Reverberi e Farioli 
dovremo tutti quanti aver d’ora in avanti 
voialtri al nostro fianco per non sentirci soli 
morti di Reggio Emilia uscite dalla fossa 
fuori a cantar con noi bandiera rossa. 


























postato da DUCAERCOLE | 00:54 | commenti


martedì, aprile 13, 2004

(Questo post fa riferimento al precedente)

LORO RISPOSTA

Segnalazione affissioni "Grandi opere avviate per 93.000 miliardi di
lire....."

Con riferimento alla Sua segnalazione, siamo spiacenti di informarLa che,
stante la natura non pubblicitaria ma politica in senso ampio della
comunicazione segnalata, il caso rappresenta una situazione per la quale non
sussistono gli elementi che determinano la nostra legittimazione ad agire.

Voglia gradire, con i ringraziamenti per la considerazione dimostrataci, i
nostri migliori saluti.

La Segreteria IAP

MIA RISPOSTA ALLA LORO RISPOSTA

Vi ringrazio per la velocità della risposta, e vi pongo solo un'altra domanda, essendo però quello un cartellone in affissione pubblica e non in uno spazio riservato all'affissione pubblica, non dovrebbe cmq ricadere sotto e regole della pubblicità standard?
In questo caso non è da trattare come un qualsiasi associazione, come l'avis o che altro.?












postato da DUCAERCOLE | 17:45 | commenti (1)

Pubblicità ingannevole

 

 

 

 

Questo blog aderisce ad un'ottima iniziativa promossa da Rillo blog, inaugurata qui. Si tratta di copiare nel proprio blog e/o inviare una mail alla Iap (Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria) con il seguente testo. La pubblicità che vedete quassù infatti potrebbe essere ingannevole ai sensi del Codice di autoregolamentazione.
Partecipate!


Spettabile Iap
,
vi scrivo per chiedervi di far verificare al vostro Comitato di Controllo l’onestà e la correttezza della campagna “Grandi opere attivate per 93.000 miliardi di lire” (
link
) promossa da Forza Italia ed esposta in formato metri 6×3 in questi giorni per le strade di [OGNUNO SCRIVA LA SUA CITTA']. Credo infatti che detta pubblicità sia in contrasto con il codice di autodisciplina pubblicitaria ne:

- l’art. 2 (Pubblicità ingannevole): la trasparenza obbliga a riportare i prezzi in euro. Le lire sono fuori conio da anni, in Italia. Perché non in sesterzi, allora?
- l’art 6 (Dimostrazione della verità dei messaggi): su Repubblica ho trovato riportati altri dati (
link
), anche questi attribuiti al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Chi mente?

Resto in attesa di un vostro cortese riscontro e vi auguro una buona giornata.
Cordialmente,
[FIRMA]








postato da DUCAERCOLE | 17:22 | commenti


giovedì, aprile 08, 2004

Aggiunto un link nei

"BLOG IN CUI SCRIVO"

postato da DUCAERCOLE | 04:38 | commenti (3)

UN FILM PICCOLO PICCOLO

Lo ho visto questa sera...

...

...

Sinceramente mi ha infastidito, non riesco a dire che sia un brutto film, ma lo ho trovato piccolo piccolo. Nessun messaggio nessun valore indipendentemente da qunato io avrei potuto condividerlo o meno.
Ho visto censurare ai minori di 14 anni film molto più leggeri, qui invece la violenza e il gore fini a se stessi ci sono eccome.
L'unica intenzione che riesco a cogliere nel film è quella di tornare ad un religione fatta per spavenatre la gente con dei moniti piuttosto che per attirarla condei valori.

A nota di colore, nel cinema in cui lo ho visto io ogni circa dieci minuti comparivano velocissime alcune scritte tra un fotogramma e l'altro... ma operazioni di questo tipo non sono contro la legge?




postato da DUCAERCOLE | 04:10 | commenti (2)

Dal 30 aprile proibiti i monologhi nei talkshow della Rai
di Natalia Lombardo

Berlusconi show in solitaria: stop fino al voto di giugno. Nelle trasmissioni di approfondimento in campagna elettorale deve esserci «l’obbligo di contraddittorio». Lo ha stabilito ieri la commissione di Vigilanza sulla Rai che sta approvando il regolamento sulla par condicio nella tv pubblica, il cui testo finale sarà votato oggi.

Una vittoria del centrosinistra che ieri, per ben due volte, ha battuto la maggioranza di centrodestra. Mai più, dal 30 aprile fino al voto del 13 giugno (i quaranta giorni prima del voto), potrà quindi accadere ciò che è avvenuto ieri: di nuovo Silvio Berlusconi in contraddittorio solo con se stesso a «Porta a Porta», grazie a Bruno Vespa che, pur di non infastidire o mettere in difficoltà il premier, svilisce la sua autonomia giornalistica chiedendo il permesso a Berlusconi di accettare il confronto con un leader dell’opposizione, sapendo già che dirà no, anziché riservarsi il diritto di decidere gli ospiti.

L’obbligo del faccia a faccia nei talk show è scritto in un emendamento presentato dal presidente della Commissione di Vigilanza, Claudio Petruccioli, che è stato approvato a maggioranza con 16 sì e i 15 no del centrodestra. L'emendamento all'art.5 del regolamento stabilisce che «nei programmi di approfondimento informativo, qualora in essi assuma carattere rilevante l'esposizione di opinioni e valutazioni politiche, dovrà essere complessivamente garantita, nel corso della campagna elettorale, la presenza equilibrata di tutti i soggetti politici che partecipano alle elezioni, assicurando sempre e comunque un equilibrato contraddittorio». Questo riguarda la Rai, ma varrà anche per le tv private nazionali e locali, Mediaset in testa. La stessa formula dell’emendamento Petruccioli sarà inserita dal Garante Enzo Cheli nel regolamento dell’Autorità delle Comunicazioni sulla comunicazione politica in campagna elettorale per le altre emittenti: prevede il contraddittorio negli approfondimenti e la presenza di politici e esponenti di governo nei Tg solo per fatti di cronaca. Petruccioli e Cheli avevano deciso iniziative comuni in difesa del pluralismo.
Li ringrazia la presidente Rai, Lucia Annunziata, grata anche ai membri della Vigilanza, «per aver fatto chiarezza nelle regole sul contraddittorio dei politici in televisione», convinta che si possa «rasserenare il clima elettorale» sperando che «la Rai cominci ad applicare queste regole quanto prima». Soddisfatta l’Usigrai, ma delusa dalla «mancanza di autonomia della Rai», che avrebbe dovuto varare da sola la regola del contraddittorio valida «12 mesi all’anno», ma «non si ha il piccolo coraggio di spiegare al presidente del Consiglio che le regole del confronto valgono anche per lui», accusa il segretario, Natale.

A Palazzo san Macuto l’opposizione era presente in massa, (16 su 17 parlamentari), mentre la maggioranza aveva 16 su 23 membri, ma mostrava qualche crepa. Assenti i tre esponenti della Lega. E l’Udc ha prima votato con il centrosinistra sulla par condicio, poi, al momento del voto sull’obbligo di contraddittorio, ai presenti è parso che An «non fosse così motivata». Tant’è che un esponente è uscito dalla stanza. Sarà per mettere un bastone fra le ruote dell’oliatissima campagna elettorale che Berlusconi sta facendo per sé?

L’Udc, da partito «piccolo», ha votato con l’opposizione l’emendamento all’articolo 3: nelle trasmissioni di comunicazione politica «il tempo disponibile è ripartito tra i soggetti politici con criterio paritario». Contrari a destra i partiti «grandi» FI e An, generosi i Ds e il listone. Una regola che già esisteva per gli ultimi trenta giorni di campagna elettorale, mentre per i primi dieci il tempo per ogni partito era proporzionale al proprio peso.
«Con i voti di oggi (ieri, ndr.), che per due volte hanno messo in minoranza le posizioni di Forza Italia, la par condicio in Rai diventa più garantista ed equilibrata», commenta Gentiloni della Margherita, e il «Porta a Porta» di ieri sera «sarebbe non solo squilibrato, ma illegale». Lainati, FI, già mette in dubbio i regolamenti: «Non c’è l’obbligo di contraddittorio», ma solo una vecchia «sollecitazione» per garantire «la presenza e il confronto equilibrato tra tutti i soggetti politici che partecipano alle elezioni». Sembra ricalcare il metodo Vespa: meglio un Berlusconi da solo oggi e un Fassino domani che tutti e due insieme...

Certo «sarebbe bello», dice il ds Giulietti, «che l’obbligo del contraddittorio partisse già da stesera» (ieri, ndr.) ma contesta «l’incredibile la decisione della maggioranza di non estendere la regola anche alle testate sportive». Il voto di ieri «finalmente spingerà Berlusconi a quel confronto al quale si è sempre sottratto», afferma Falomi, portavoce della lista Occhetto-Di Pietro, contrariato però dalla bocciatura, anche dall’Ulivo, di un suo emendamento per estendere la par condicio a programmi come «Porta a Porta».






postato da DUCAERCOLE | 04:03 | commenti


domenica, aprile 04, 2004

OCCUPAZIONE PARLAMENTO

DILIBERTO: UN ATTO FASCISTA

Ufficio stampa

Roma, 31 marzo 2004


Occupare il Parlamento è un atto fascista. Io non gioisco di fronte all'ennesima divisione della maggioranza perché il comportamento di oggi della Lega con l'occupazione dell'aula di Montecitorio sono un oltraggio alle istituzioni dello Stato e una ferita alla democrazia. Un atto fascista in piena regola. La sanzione di cinque giorni di sospensione a fronte della gravità del gesto è ridicola. Io ho preso tre giorni di sospensione per aver semplicemente mostrato un cartello contro la guerra, non c'è proporzione.


postato da DUCAERCOLE | 20:33 | commenti


giovedì, aprile 01, 2004

Quello che segue è un articolo dell'unità on line sul comportamento della lega alla Camera.
Io non so se sia il caso di commentare l'accaduto, se sia il caso di gettare anche la mia fascina su questo fuoco di idioti e cialtroni che si spaccia per una coalizione di governo.
Roma Ladrona e altre stronzate che continuano ad uscire dlla bocca dei leghisti, che ormai senz aBossi non hanno più nessuna remora a dar sfogo alla loro inadeguatezza pollitica,

 

Una giornata in crescendo rossiniano. Lo scontro tra la Lega e il vicepresidente della Camera di An, Publio Fiori, si allarga a scontro globale nella maggioranza. Con Fi che difende la Lega, An e Udc che difendono Fiori. Un clima da stadio. Due parlamentari leghisti espulsi da Fiori si asserragliano in aula per ore. È la paralisi. Un inedito assoluto: un partito della maggioranza che impedisce di votare la fiducia al governo.
«Fascista, fascista».
Tutto ha inizio quando il capogruppo leghista Alessandro Cè nel suo intervento in dichiarazione di voto si lancia in una delle solite sparate: «Il decreto (sulle cartolarizzazioni ndr) è un regalo ai partiti di Roma padrona, ladrona e sprecona, alle lobbyes romane». Fiori si irrita, lo richiama all’ordine. Ha il tempo di dire: «La vorrei pregare...». Si alzano grida belluine dai banchi lumbard e inizia un pezzo teatrale padano. Cé vuole la sua libertà di offendere «Roma ladrona». Fiori: «Lei sta abusando della sua libertà». Cé: «Fascista, fascista». Il leghista Dario Galli si associa. Fiori decreta l’espulsione di Cé. Galli scende la gradinata e sotto la presidenza, il dito puntato: «Lei è indegno come vicepresidente della Camera, non può togliere la parola a un capogruppo che sta esprimendo un giudizio politico». Espulsione anche per lui. Seduta sospesa. La Lega esplode: «Vergogna, vergogna. Noi gridiamo Roma ladrona quanto ci pare». Si getta sul proscenio anche Andrea Gibelli: «Mi opporrò fisicamente all’espulsione del mio presidente».
I leghisti barricati.
La battuta più bella è quella di Teodoro Buontempo: «Fascista a Fiori? Finitela di elogiarlo che non se lo merita». Risate. Dentro An spiegano che Fiori passa la vita a difendersi dalle accuse di essere democristiano. Donato La Morte vuole espellere Fiori «perché gli hanno dato del fascista e lui si è arrabbiato». Tutta An è dalla parte di Fiori: «Solidarietà in tutto e per tutto con Fiori». I leghisti però non vogliono uscire. Mandano staffette a dire che loro si sentono parte lesa. I commessi non possono trascinarli fuori senza un ordine preciso. E l’incertezza la fa da padrona. È un via vai fuori e dentro l’aula. I loro colleghi del gruppo si sono stretti a coorte intorno a loro. Arriva Fini: «Essendo deputato da 20 anni ne ho viste di tutti i colori...». E pensa bene di andarsi a tagliare i capelli: «Niente mi impedisce di fare quello che sono venuto a fare, tagliarmi i capelli...». La Russa va a parlamentare con i leghisti insieme ad Anedda: «Cercheremo di ammansirli». Arriva Tremonti e si mette a parlare fitto con La Malfa. Arriva Giuseppe Pisanu che accetta di scherzare. Non potrebbe mandare la celere a sgomberare l’aula? «Per me il Parlamento è sacro e inviolabile». Il segretario dell’Udc Follini invece ha poca voglia di scherzare: «Uno spettacolo indegno. La Lega così cerca solo visibilità».
Forza italia invece fa subito scudo alla Lega. Ferdinando Adornato in Transatlantico spiega che «c’è stato un errore arbitrale», che «Cè non era censurabile con l’espulsione».
Le fatiche d’Ercole
. Sono quelle di Casini per sbrogliare la matassa. Il presidente della Camera viene sorpreso dalla serrata leghista mentre sta presentando un libro su Deng Xiaoping nella sala del Mappamomdo: «Scusatemi se faccio solo un saluto ma ho l’aula occupata...». Scende in fretta e furia. Riceve una delegazione di leghisti (Federico Bricolo, Claudio Rossi e Edouard Ballarman) e, separatamente, Publio Fiori. Poi convoca la capigruppo. Ma la situazione non si sblocca. La Lega attraverso i suoi emissari ha mandato a dire che Cè sarebbe disposto a uscire dall’aula se gli fosse permesso di rientrare subito per proseguire il suo intervento. Ma la strada non è percorribile. La bionda leghista Carolina Lussana sembra una furia. Ha appena fatto pervenire agli asserragliati panini e cioccolatini per sostenerli nella loro impresa di resistenza: «Fiori ha commesso un atto gravissimo che dovrebbe far arrivare alla Lega la solidarietà di tutti i parlamentari». In una situazione sospesa e sempre più surreale arrivano Bonaiuti, Giovanardi, Calderoli, Matteoli che si riuniscono con Casini. Calderoli non può entrare in aula (è vicepresidente leghista del Senato) ma dalla porta guida le danze, suggerisce, tratta. Sono le 17 quando Casini entra in aula e si siede sul suo scranno. La faccia è tutta un programma, sopracciglia alzate, occhiali in mano: «Constato che Cè e Galli sono ancora in aula dopo due ore nonostante l’espulsione. Invito i questori a far eseguire l’ordine. Sospendo la seduta e convoco l’ufficio di presidenza». Si alza e allarga le braccia. Poi esce e saluta i cronisti ammassati con la mano. Mentre è in corso la riunione di presidenza convoca i ministri Maroni e Castelli.
L’apice del dramma.
Qualcuno evoca la partita Roma-Lazio. «Adesso Casini aspetta la telefonata di Galliani...». Ormai lo stadio del Transatlantico ha le sue curve e le sue tribune dove ci si mescola in modo bipartisan. E quelli pro-Fiori cominciano a criticare Casini. Il socialista Buemi si dice «allibito» che Casini «si attardi a prendere misure di fronte a uno squadrismo sostanziale della Lega». Anche il dl Castagnetti parla di «aggressione squadrista alla credibilità del Parlamento». Per Violante ciò che sta accadendo «è sintomo di uno sfasciamento della maggioranza». Fini scandisce serafico: «Quella della Lega è incontinenza verbale. A Fiori va la solidarietà mia personale, del gruppo di An e credo della stragrande maggioranza della Camera».
Ultimo atto.
Alle 18,15 Cé e Gallo sfrecciano via in Transatlantico seguiti dal gruppone leghista che però si ferma a confabulare con Maroni e Castelli. Si odono grida: «Finché non rientra Cé noi non torneremo in aula». Si riaccendono le luci sulla ribalta dell’aula. Casini detta la sentenza. Legge il comunicato dell’Ufficio di presidenza. In sintesi: per «ingiurie al presidente e sospensione dei lavori parlamentari, interdizione dai lavori per cinque giorni a partire dalla seduta di domani (oggi ndr)per Galli e Cé» che però «saranno riammessi a votare la fiducia al decreto», Gibelli, invece «sarà richiamato con lettera». E poi, quello che fa scoppiare il boato dei leghisti e riaccende la miccia: «Convinta solidarietà a Fiori». Il gruppone leghista ondeggia e grida: «Vergogna, vergogna». Ma Castelli e Maroni che pure accusano Fiori di avere «torto marcio» assicurano che «tutta la Lega si autosospende ma voterà la fiducia, compresi i due sospesi, dando prova di responsabilità». L’ultimo fuoco della Lega è una conferenza stampa dai toni sopra le righe con imbavagliamento finale. «Fiori è un fascista», «è un problema restare in questa maggioranza», «Roma è ladrona». Mentre loro impazzano Casini spiega che «la solidarietà a Fiori era atto obbligato: c’è un profilo di continuità istituzionale della presidenza...».
Epilogo.
Si vota la fiducia. 308 sì e 210 no. La votano anche Galli e Cè. Arriva Berlusconi per incontrarsi con Maroni. L’accaduto? «Un temporale estivo».










postato da DUCAERCOLE | 17:02 | commenti (1)

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